Una nuova notte di forte apprensione ha colpito il territorio provinciale di Salerno, dove tre distinti roghi sono divampati simultaneamente sulle colline cittadine, ai piedi dei Monti Picentini e lungo la Costiera Amalfitana. L’emergenza ha richiesto il lavoro straordinario dei vigili del fuoco e dei carabinieri forestali per arginare fronti di fuoco vicini alle abitazioni e alle arterie stradali.
Le fiamme sotto il castello Arechi a Salerno
Il primo allarme è scattato nella tarda serata nel capoluogo, dove un vasto incendio ha interessato il costone collinare situato sotto il castello Arechi. Le fiamme, particolarmente alte e visibili da diversi quartieri della città, hanno illuminato la zona sovrastante mentre una densa colonna di fumo si levava verso il cielo.
L’allerta tempestiva è stata lanciata dai residenti e dai volontari di Anpana Odv, che hanno contattato il numero di emergenza ambientale 1515 dei carabinieri forestali. Il rogo si è sviluppato a bordo strada, a circa cinque tornanti dal monumento storico, in un’area già segnata in passato da episodi analoghi.
Paura tra le case a Castiglione del Genovesi
Nelle stesse ore la situazione è diventata critica nell’area dei Monti Picentini, precisamente a Castiglione del Genovesi. Un fronte di fuoco ha minacciato direttamente la zona collinare, arrivando a sfiorare le abitazioni e generando forte preoccupazione tra i cittadini.
L’intervento tempestivo delle squadre di soccorso ha evitato che le fiamme potessero propagarsi ulteriormente verso le case, contenendo un’emergenza resa complessa dalle condizioni ambientali e dalla rapidità di propagazione del fuoco.
Attimi di tensione sulla statale 163 Amalfitana a Cetara
Un terzo fronte si è aperto in contemporanea lungo la Costiera Amalfitana, precisamente a Cetara. Le fiamme sono divampate sulla collina compresa tra la località Fuenti e il borgo marinaro, a breve distanza dal centro abitato e al di sopra della statale 163 Amalfitana.
Fragilità del territorio e indagini in corso
Questa sequenza di roghi in poche ore ha riacceso il dibattito sulla vulnerabilità delle aree collinari e montane del Salernitano. Il lavoro dei soccorritori è stato ostacolato anche dalla presenza di raffiche di vento, che hanno alimentato i focolai.