Il futuro dell’ospedale Immacolata di Sapri e la tutela del punto nascita al centro del dibattito sanitario nel Golfo di Policastro. Dopo le recenti decisioni della giustizia amministrativa, la UIL FP Salerno interviene con fermezza per chiedere alla Regione Campania e all’ASL di definire con chiarezza la programmazione futura dei servizi sanitari territoriali, garantendo standard elevati di sicurezza ed efficienza per i cittadini e per gli operatori sanitari.
La tutela del percorso nascita e le specificità territoriali
La questione centrale riguarda l’applicazione rigorosa degli standard nazionali previsti per il percorso nascita. L’Accordo del 16 dicembre 2010 stabilisce criteri stringenti in termini di qualità, sicurezza e appropriatezza dell’assistenza, integrando una rete strutturata per il trasporto materno e neonatale. Tuttavia, in un contesto geografico complesso e periferico come quello del Golfo di Policastro, la programmazione sanitaria deve necessariamente tenere conto di variabili critiche quali le distanze chilometriche tra i presidi ospedalieri, le condizioni della viabilità e i tempi reali di intervento in situazioni di emergenza.
Garantire cure accessibili non significa soltanto individuare un presidio di destinazione sulla carta, ma dimostrare concretamente la sostenibilità operativa delle procedure. È fondamentale stabilire con precisione come verrà assistita una paziente in regime di urgenza ostetrica, le modalità di stabilizzazione di un neonato e le tempistiche tecniche necessarie per completare un eventuale trasferimento in sicurezza verso un centro di livello superiore.
La richiesta di trasparenza su organici e servizi
Il sindacato sollecita la Regione e l’azienda sanitaria locale affinché vengano pubblicati i dati reali relativi ai servizi ostetrico-ginecologici che rimarranno operativi a Sapri. La richiesta di chiarezza comprende le dotazioni organiche effettive di medici, ostetriche, infermieri e operatori socio-sanitari, la definizione delle turnazioni, i protocolli operativi dedicati alle urgenze non differibili e il funzionamento collaudato dei sistemi di trasporto sanitario protetto. Ogni decisione amministrativa deve essere accompagnata da responsabilità definite, risorse finanziarie adeguate e verifiche periodiche dei risultati raggiunti.
Particolare attenzione viene posta sulla condizione del personale sanitario, che non può essere considerato una variabile marginale nei processi di riorganizzazione. La carenza cronica di organico e i turni di lavoro insostenibili generano una forte pressione sui professionisti, compromettendo la continuità e la qualità dell’assistenza medica. Per questo motivo si auspica un calcolo trasparente del fabbisogno di personale e nuove assunzioni coerenti con i servizi realmente programmati.
Il confronto istituzionale e la richiesta di un tavolo tecnico
La vertenza non si limita al singolo reparto ma coinvolge il ruolo strategico dell’ospedale Immacolata all’interno della rete sanitaria provinciale e regionale. La richiesta formale è l’apertura immediata di un tavolo di confronto che riunisca organizzazioni sindacali, enti locali e istituzioni del territorio. In quella sede, Regione e ASL dovranno presentare un piano dettagliato e scritto che includa l’elenco dei servizi attivi, le piante organiche, i percorsi dell’emergenza, gli investimenti previsti e i tempi certi di attuazione.
La posizione del sindacato riassume le istanze della comunità locale attraverso parole chiave nette:
Il diritto alla salute non cambia in base al CAP di residenza. Chi vive nel Golfo di Policastro ha diritto a risposte concrete e chi lavora nell’ospedale ha diritto agli strumenti necessari per assistere le persone in sicurezza. Vigileremo sugli impegni assunti e sosterremo ogni iniziativa utile a tutelare il presidio e il territorio.