Sette punti all’ordine del giorno, tra cui spiccano due questioni particolarmente delicate: la variante al Piano urbanistico comunale e il futuro del Grand Hotel Salerno. Il Consiglio comunale si è riunito questa mattina a Palazzo di Città. La seduta è stata aperta da un minuto di silenzio in memoria di Dario Barbirotti, Michele Pinto ed Emma Bonino, seguito dalla proposta, poi approvata, di aderire all’appello per l’assegnazione del Premio Nobel per la Pace 2026 ai bambini di Gaza. Subito dopo, i lavori sono entrati nel vivo con il confronto sui temi urbanistici.
La variante al PUC e il dibattito sull’urbanistica
Al centro della discussione c’è stata la variante al Piano urbanistico comunale. Il sindaco Vincenzo De Luca ha invitato anche i consiglieri di opposizione a votare il provvedimento, sottolineando la necessità di non perdere ulteriore tempo e di avviare una nuova fase per la città, segnata dallo stop al consumo di suolo. Secondo i dati illustrati dal primo cittadino, Salerno si troverebbe al settimo posto in Italia per valori immobiliari, una condizione che imporrebbe misure drastiche per evitare nuove espansioni prive di una reale funzione residenziale. Tra le ipotesi avanzate da De Luca vi è quella di chiedere ai costruttori di indicare preventivamente i futuri residenti dei nuovi immobili, condizionando il rilascio dei permessi a costruire a questa risposta.
Le proposte e le contestazioni dell’opposizione
Dai banchi dell’opposizione sono stati presentati diversi emendamenti per chiedere una variante fondata su una netta riduzione del consumo di suolo, maggiore rigenerazione urbana e incremento del verde, resilienza climatica, pianificazione intercomunale, sviluppo turistico sostenibile e una più ampia partecipazione dei cittadini. La minoranza ha contestato alla variante il mantenimento di alcune criticità già presenti nel PUC vigente, con particolare attenzione alle nuove espansioni urbanistiche e alla fascia costiera. Respinti tutti i dieci emendamenti proposti, la variante al PUC è stata infine approvata con il voto contrario dell’opposizione.
Il caso del Grand Hotel Salerno
La seduta è proseguita con il capitolo dedicato al Grand Hotel. Per oltre mezz’ora De Luca ha ricostruito in aula i rapporti intercorsi tra Palazzo di Città e la società che gestisce la struttura alberghiera, riferendo sugli accertamenti condotti dagli uffici comunali e sulla complessa vicenda legata al debito tributario. Nel corso del suo intervento il sindaco ha dichiarato di non cedere ai ricatti e di voler andare avanti anche a costo di perdere quattro milioni di euro, rivendicando con fermezza la linea amministrativa adottata.
Le verifiche sugli immobili e l’appello alla legalità
Durante la relazione, il primo cittadino ha fatto riferimento a presunte irregolarità e abusi, soffermandosi in particolare su cinquantatré camere che, secondo quanto esposto in aula, sarebbero state realizzate senza i necessari titoli abilitativi e successivamente interessate da un’ipotesi di sanatoria. De Luca ha richiamato l’importanza della tutela degli interessi dell’ente e del rigoroso rispetto delle regole, invitando anche l’opposizione a condividere quella che ha definito una battaglia di legalità e di rispetto per le istituzioni.