La sanità campana torna al centro del dibattito politico regionale con una nuova iniziativa consiliare mirata a tutte le aree periferiche e disagiate. Il Gruppo del Partito Democratico in Regione Campania ha depositato una mozione formale, con primo firmatario Franco Picarone e sottoscritta da tutti i consiglieri dem, per chiedere alla Giunta regionale di salvaguardare i Punti Nascita di Sapri, Sessa Aurunca e Piedimonte Matese. L’obiettivo è ridefinire la rete materno-infantile sfruttando la recente uscita della Regione dal Piano di Rientro sanitario.
La nuova autonomia della sanità campana
La fine del commissariamento rappresenta uno spartiacque fondamentale per la gestione della salute pubblica sul territorio. Secondo quanto evidenziato dai consiglieri regionali del PD, l’uscita della Campania dal Piano di Rientro restituisce all’amministrazione regionale un’importante autonomia gestionale e programmatoria. Questo spazio di manovra deve essere impiegato per un profondo ripensamento dei servizi sanitari territoriali, bilanciando la sicurezza clinica e la qualità dell’assistenza con un principio di equità territoriale che non lasci indietro nessuno.
Il nodo dei parametri ministeriali e delle aree disagiate
I tre presidi ospedalieri coinvolti rappresentano punti di riferimento cruciali per comunità che già affrontano notevoli difficoltà nell’accesso ai servizi sanitari di base. La mozione sottolinea come il rigido parametro nazionale dei cinquecento parti annui non possa essere applicato in modo rigido e isolato. “Il parametro dei 500 parti annui, posto a livello ministeriale, non può essere considerato da solo, senza tenere conto delle distanze dagli ospedali alternativi, delle caratteristiche oro-geografiche e delle reali condizioni di accessibilità”, spiegano dal gruppo consiliare.
Verso una riorganizzazione moderna e sicura
Il piano proposto non punta alla mera conservazione dello status quo, ma a una riforma strutturale basata su criteri di efficienza e vicinanza ai cittadini. La richiesta formale punta a costruire modelli in rete capaci di mantenere elevati standard di sicurezza clinica, evitando al contempo l’ulteriore impoverimento dei servizi nei territori montani e periferici. “Il diritto alla salute deve essere uguale per tutti, indipendentemente dal luogo in cui si vive”, ribadiscono i rappresentanti dem, sollecitando un intervento tempestivo della Giunta regionale.