Boom di ascolti per “Il mio nome è Carlo”: il racconto di San Carlo Acutis conquista Canale5

Scritto il 28/09/2026
da Roberta Foccillo

Boom di ascolti per il film sulla vita di Carlo Acutis su Canale 5. Un successo da oltre 4,3 milioni di spettatori per il Santo millennial

Boom di ascolti per la prima serata di Canale 5 con la messa in onda di “Il mio nome è Carlo“, il film dedicato alla vita di Carlo Acutis. La pellicola ha dominato il palinsesto televisivo registrando 4,3 milioni di telespettatori e un incredibile 30% di share, un dato straordinario che la rete ammiraglia Mediaset non raggiungeva da diverso tempo. Il progetto ha conquistato il pubblico grazie a una narrazione delicata, intensa e attenta ai dettagli della vita del primo Santo dell’era digitale.

La storia di Carlo Acutis: dall’infanzia al coraggio nella malattia

Il film ha ripercorso i momenti chiave dell’esistenza di Acutis, partendo dall’infanzia all’età di sei anni e proseguendo con le tappe fondamentali dell’adolescenza a undici anni. L’opera si sofferma infine con particolare sensibilità sugli ultimi mesi del giovane, segnati da una leucemia fulminante e affrontati con eccezionale forza d’animo. A dare corpo e voce al protagonista è il giovane attore Samuele Carrino, la cui interpretazione profonda ha saputo emozionare un pubblico trasversale composto da adulti e ragazzi.

Nato a Londra nel 1991 e scomparso nel 2006 all’ospedale San Gerardo di Monza, Carlo Acutis ha lasciato un’impronta indelebile. La devozione attorno alla sua figura è cresciuta in modo esponenziale a livello internazionale: Papa Francesco lo ha proclamato beato nel 2018, mentre la strada verso la canonizzazione è stata segnata dal riconoscimento ufficiale di un miracolo avvenuto in Brasile, dove un bambino di dieci anni affetto da una grave patologia pancreatica è guarito in modo inspiegabile dopo aver toccato una sua reliquia.

Il legame con Assisi e le radici nel Cilento

Dal 2019 il corpo del giovane riposa presso il Santuario della Spogliazione ad Assisi. La sua sepoltura rispecchia appieno la sua quotidianità, con le spoglie custodite negli abiti casual che era solito indossare, come jeans e felpa.

La vita di Acutis è strettamente legata alla Campania e al Cilento, terra d’origine della madre Antonia Salzano, nativa di Centola. Carlo era solito frequentare questi luoghi ed era fortemente devoto al santuario di San Mauro La Bruca, dove si recava di frequente per la preghiera.

Il commosso commento della madre Antonia Salzano

A confermare l’accuratezza e l’impatto emotivo dell’opera è stata la stessa madre del Santo che, profondamente toccata dalla visione della pellicola, ha rilasciato una dichiarazione carica di significato: «Nel film ho riconosciuto mio figlio».

L’affetto dimostrato dai telespettatori confermano come la memoria di Carlo Acutis sia radicata non solo nel territorio cilentano, ma nel mondo.