Ecomafie in Campania: 5636 reati ambientali e Salerno maglia nera per cemento

Scritto il 01/10/2026
da Ernesto Rocco

Il report Ecomafia di Legambiente svela i dati sui reati ambientali in Campania: Napoli e Salerno in cima alla classifica tra rifiuti e cemento illegale.

La Campania si conferma la regione italiana più colpita dai reati ambientali, registrando 5.636 reati penali nel corso dell’ultimo anno, pari al quindici virgola otto percento del totale nazionale e a una media di oltre quindici illeciti al giorno. A gestire questo redditizio sistema criminale sono ben 235 clan attivi sul territorio, affiancati da imprenditori, funzionari e amministratori pubblici collusi.

Analizzando la distribuzione provinciale, Napoli guida la graduatoria con 2.512 reati, seguita da Salerno con 1.472 illeciti penali, in crescita dell’undici virgola quattro percento rispetto all’anno precedente. Il quadro emerge dal report Ecomafia 2026, elaborato da Legambiente sui dati forniti dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto, che evidenzia come il business illecito continui a infiltrarsi in tutti i settori strategici, dalle energie rinnovabili all’economia circolare.

Il business dei rifiuti e l’emergenza degli incendi

Il settore dei rifiuti rappresenta il terreno d’elezione per la criminalità organizzata, che punta a controllare la gestione delle tonnellate di scarti prodotte quotidianamente. La Campania detiene il record nazionale con 2.034 illeciti accertati nel comparto, che hanno portato a 1.803 denunce, 33 arresti e oltre mille sequestri. La provincia di Napoli registra 818 reati, mentre Salerno si colloca al quarto posto nazionale con 310 violazioni.

Un segnale particolarmente allarmante riguarda il ritorno dei roghi dolosi negli impianti di stoccaggio e trattamento, utilizzati per eliminare le prove dei traffici illeciti. La regione si posiziona al terzo posto in Italia per incendi negli impianti, con 192 episodi registrati dal 2013 a oggi.

“Assistiamo, soprattutto nel ciclo dei rifiuti, ad un salto di livello degli ecomafiosi: dall’ecomafia dei trasporti, dei sotterramenti e degli sversamenti illeciti all’ecomafia della gestione degli impianti, del riciclaggio dei capitali sporchi e delle mani nell’economia circolare in nero”, dichiara Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania.

Il peso del cemento illegale e il fronte di Salerno

Il ciclo del cemento unisce abusivismo edilizio, appalti pubblici infiltrati, cave illegali e lavoro nero, provocando danni ambientali ed economici ingenti. La Campania detiene il primato nazionale per incidenza di reati penali in questo settore, raggiungendo il diciotto virgola tre percento del totale italiano, con 1.677 persone denunciate e 210 sequestri.

La provincia di Salerno registra dati particolarmente critici, conquistando la maglia nera nazionale nel settore con 615 reati, 673 persone denunciate e 77 sequestri. Sul fronte degli incendi boschivi, alimentati da mani esperte che sfruttano le condizioni climatiche più favorevoli, il territorio salernitano si colloca al terzo posto in Italia con 242 reati contestati, colpendo aree di inestimabile valore paesaggistico come la Costiera Amalfitana.