Cilento: misura interdittiva per l’amministratore di una clinica privata

Scritto il 02/10/2026
da Ernesto Rocco

Guardia di Finanza di Vallo della Lucania esegue un divieto di esercitare uffici direttivi per il titolare di una clinica convenzionata. Le accuse della Procura

La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Salerno ha eseguito un’ordinanza di misura cautelare disposta dal Tribunale di Salerno – Sezione Riesame, su richiesta della Procura della Repubblica di Vallo della Lucania. Il provvedimento ha imposto il divieto temporaneo di esercitare uffici direttivi di persone giuridiche e imprese per la durata di un anno nei confronti del legale rappresentante di una clinica privata convenzionata con il Sistema Sanitario Nazionale.

Le indagini e i gravi indizi di colpevolezza

Il provvedimento scaturisce dall’appello presentato dall’Ufficio di Procura volto a rivalutare il quadro indiziario. Gli accertamenti condotti dai finanzieri della Compagnia di Vallo della Lucania avrebbero permesso di delineare gravi indizi di colpevolezza per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa in danno di ente pubblico e di falso in atto pubblico, contestati all’indagato in concorso con altre tre persone.

Secondo quanto ricosturato dagli inquirenti, l’amministratore avrebbe preso parte al sodalizio criminoso consentendo a un medico – legato da un vincolo di esclusività con una struttura sanitaria pubblica – di operare all’interno della propria clinica privata. Tale meccanismo avrebbe indotto in errore l’azienda sanitaria pubblica, la quale continuava a erogare al medico dipendente la specifica indennità mensile suppletiva, garantendo al contempo alla struttura privata un illecito vantaggio in termini di prestazioni professionali e pacchetto pazienti.

I precedenti sviluppi investigativi

L’odierna misura si inserisce in un più ampio filone d’indagine coordinato dalla magistratura. Già nel mese di marzo, infatti, i militari avevano eseguito misure cautelari personali nei confronti di due medici operanti nella medesima struttura.

In quella fase iniziale, gli investigatori avevano accertato che uno dei professionisti, pur essendo vincolato al regime di esclusività con un’azienda ospedaliera pubblica, eseguiva regolarmente interventi chirurgici nella clinica convenzionata. L’attuale provvedimento colpisce direttamente il vertice gestionale della struttura sanitaria.

«La misura cautelare personale è stata disposta sulla scorta di elementi raccolti durante le indagini preliminari che dovranno essere sottoposti a valutazione e verifiche nelle ulteriori fasi del giudizio. Per le persone sottoposte ad indagini vige la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva», sottolinea il Procuratore della Repubblica, il dottor Francesco Rotondo.