È stata una giornata all’insegna della fede, della tradizione e della musica quella vissuta a Perito in occasione della Festa nazionale di San Francesco, Patrono d’Italia. Nella suggestiva Cappella di Santa Maddalena, situata in Corso Garibaldi, il 4 ottobre si è tenuto il concerto dei Damadakà, storico gruppo impegnato nella riscoperta e nella valorizzazione della tradizione musicale popolare e sacra della Campania e del Sud Italia.
L’appuntamento è stato promosso dal Comune di Perito, in collaborazione con la Parrocchia San Nicola di Bari e Iuppiter Group, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra fede, cultura e identità delle comunità locali.
I suoni antichi dei Damadakà: ricerca e memoria del Sud Italia
A caratterizzare l’esibizione sono stati gli antichi strumenti della tradizione: dalla chitarra battente alla zampogna, dalla ciaramella alle tammorre, fino a marranzani, campanacci e castagnette. Il repertorio ha attraversato canti religiosi e devozionali, tarantelle, canti di lavoro e d’amore, frutto di un lungo lavoro di ricerca sul campo e del contatto diretto con le comunità e con gli anziani custodi della memoria musicale.
La formazione dei Damadakà, nata negli anni Novanta e consolidatasi nella composizione attuale dal 2002, ha fatto della valorizzazione delle radici musicali meridionali la propria cifra distintiva.
Istituzioni e solidarietà: la comunità di Perito unita per la ricerca
Ad aprire l’evento sono stati i saluti del nuovo parroco di Perito, don Mario Felicella, e del sindaco Pietro Apolito, i quali hanno sottolineato il valore di un’iniziativa capace di unire spiritualità e patrimonio culturale.
Nel corso della giornata francescana non è mancato l’impegno per la solidarietà grazie a “La mela di AISM”, l’iniziativa promosso dall’Associazione Italiana Sclerosi Multipla a sostegno della ricerca scientifica e dei servizi dedicati alle persone affette da sclerosi multipla. Una ricorrenza che ha saputo unire il sentimento religioso alla forza della musica popolare, riportando al centro le radici e la memoria del territorio.