Se a Novi Velia in molti si dicono contrari alla peregrinatio della statua della Madonna del Sacro Monte che inizierà da Sacco il 18 ottobre, di tutt’altro avviso sono i cittadini di Agropoli e degli altri centri cilentani che riceveranno la visita della Vergine. Qui, infatti, l’attesa cresce per un appuntamento che assume contorni storici eccezionali considerando che l’ultimo evento analogo risale al 1949, ben settantasette anni fa. Questa straordinaria occasione, dicono i fedeli, offrirà l’opportunità di rinsaldare profondamente il legame devozionale con il celebre Santuario cilentano.
Un momento di fede per anziani, ammalati e giovani
Così, se recentemente a Novi Velia era apparso uno striscione per manifestare contrarietà alla peregrinatio, ad Agropoli oggi sono spuntati messaggi dal contenuto opposto. La presenza itinerante della statua sul territorio, fanno sapere i promotori, rappresenta un momento di vicinanza tangibile, pensato in particolare per chi vive condizioni di fragilità. Anziani e ammalati avranno la possibilità di raccogliersi in preghiera e contemplare da vicino la sacra effigie. Allo stesso tempo, l’evento si rivolge alle nuove generazioni e a quanti non frequentano abitualmente i luoghi di culto, configurandosi come un’occasione inclusiva di incontro e riflessione spirituale collettiva.
Gli obiettivi pastorali della visita straordinaria
Per i fedeli agropolesi, il senso profondo di questa peregrinatio “risiede nella centralità dell’annuncio evangelico. Attraverso momenti di preghiera comunitaria, celebrazioni liturgiche e incontri di catechesi alla presenza della venerata immagine, l’intento principale è quello di parlare di Gesù e di Maria. La visita pastorale vuole inoltre stimolare un cammino di reciprocità spirituale: la Madonna raggiunge le comunità locali come segno di vicinanza, invitando a sua volta i fedeli a ricambiare il gesto recandosi in pellegrinaggio al Santuario del Sacro Monte”, fanno sapere.
Per i novesi, invece, la statua deve restare sul Sacro Monte e chi vuol vederla deve raggiungere il santuario sulla vetta che chiuderà l’11 ottobre (per riaprire a maggio). C’è chi interpreta la peregrinatio come uno “scippo” alla comunità di Novi Velia, fatto soltanto per poter raccogliere offerte.