Montecorice e Stio, operatori ecologici senza stipendio: scatta la protesta

Scritto il 07/10/2026
da Ernesto Rocco

I lavoratori dell'igiene urbana di Montecorice e Stio non ricevono lo stipendio da mesi. L'Ulssa chiede al Comune il pagamento in surroga

I lavoratori del cantiere di igiene urbana di Montecorice vivono un momento di forte tensione a causa del mancato pagamento delle spettanze retributive, ferme in alcuni casi da ben quattro mesi. La vertenza, sollevata dalla sigla sindacale Ulssa Salerno, mette in luce le profonde difficoltà gestionali della Gf Scavi, la società affidataria del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, accusata di non aver saldato gli stipendi nonostante il regolare incasso delle fatture comunali legate all’appalto.

Emergenza stipendi a Montecorice e Stio

La crisi retributiva colpisce direttamente il personale impiegato nei servizi ambientali sul territorio di Montecorice, ma la medesima problematica interessa anche il cantiere del Comune di Stio, gestito dalla stessa azienda. I dipendenti garantiscono quotidianamente un servizio pubblico essenziale per la comunità, pur trovandosi nell’impossibilità di far fronte alle spese familiari primarie. La prosecuzione del blocco dei pagamenti rischia di compromettere la stabilità occupazionale e la regolarità delle attività di pulizia nei bacini interessati.

La denuncia dell’Ulssa Salerno e la richiesta di intervento in surroga

Sulla vicenda è intervenuto Gennaro Scarano, segretario generale dell’Ulssa Salerno, sollecitando l’intervento tempestivo delle istituzioni locali per tutelare le maestranze coinvolte.

«È inaccettabile che chi lavora ogni giorno per garantire un servizio essenziale sia costretto ad aspettare mesi per ricevere lo stipendio. Abbiamo più volte chiesto all’amministrazione comunale di procedere in surroga, ai sensi dell’articolo 11, comma 6, del nuovo Codice degli appalti, per garantire il pagamento delle spettanze ai lavoratori», dichiara il segretario generale Gennaro Scarano.

«Le maestranze sono stanche di dover attendere le comodità della società per incassare quanto necessario ai bisogni minimi delle proprie famiglie e di subire le inefficienze del sistema degli appalti. Per questo procederemo con una prima assemblea retribuita. Ci auguriamo che l’amministrazione comunale condivida le nostre preoccupazioni e intervenga per eliminare definitivamente le sofferenze inflitte a persone che lavorano onestamente», prosegue il sindacalista.

Mobilitazione dei lavoratori e possibili sviluppi

Di fronte al perdurare del ritardo nei pagamenti, il sindacato ha proclamato una prima assemblea retribuita per definire le successive azioni di protesta insieme agli operatori. L’attivazione del meccanismo di surroga da parte del Comune rappresenterebbe lo strumento giuridico idoneo per consentire all’ente locale di versare direttamente le retribuzioni arretrate ai dipendenti, trattenendo le somme dai corrispettivi dovuti alla ditta appaltatrice.