Torna libero e torna tra la sua gente Franco Alfieri. Ieri sera, a poche ore dalla decisione dei giudici di revocare l’obbligo di dimora a Torchiara, c’è chi giura di averlo visto a Capaccio Paestum, la città che ha amministrato per cinque anni e che lo aveva rieletto con un plebiscito di voti prima dei guai giudiziari. Sicuramente questa mattina era ad Agropoli (solo oggi, infatti, gli è stato notificato il provvedimento). Non per dare direttive politiche come sostengono i malpensanti, ma insieme al figlio ha incontrato gli amici di sempre, ha rivisto i luoghi a lui cari; ha salutato collaboratori e conoscenti. Tappa al cineteatro Eduardo De Filippo, una delle tante opere da lui inaugurate, dove molti, nel vederlo, hanno voluto fermarsi per stringergli la mano.
Le vicende giudiziarie tra Vallo della Lucania e Salerno
Ad oggi Franco Alfieri non ha subito condanne, ma sta affrontando due processi: uno a Vallo della Lucania per presunte irregolarità negli appalti e l’altro a Salerno, dove risponde dell’accusa di voto di scambio politico-mafioso ma è anche parte lesa in quanto destinatario di un attentato. Ad oggi, però, arrivano segnali chiari che la stima delle comunità che ha amministrato sia rimasta immutata.
La reazione delle comunità amministrate
La comunità di Torchiara non ha mai smesso di difendere il suo concittadino; Capaccio Paestum dà la sensazione di volerlo ancora, poiché unico sindaco dell’epoca recente capace di restituire fiducia rilanciando il territorio con una serie di investimenti (anche se, va detto, i critici sottolineano che la sua amministrazione sia stata negativa sul fronte economico-finanziario); ad Agropoli ci sono coloro che lo hanno sempre sostenuto. Per due mandati è stato sindaco del centro cilentano. Sono passati quasi dieci anni dal suo ultimo giorno da sindaco e i più giovani non hanno neanche avuto la possibilità di votarlo, ma tanti altri gli tributano ancora una realtà trasformata.
Il dibattito pubblico e l’attesa del verdetto
Poi ci sono i critici di sempre, che sperano che la giustizia riesca a fare quello che il voto (a loro dire condizionato dal clientelismo) non è riuscito a fare: voltare pagina. Oggi, però, Alfieri sembra non aver perso il suo appeal e anzi per qualcuno è divenuto addirittura un martire dopo due anni di misure cautelari senza che su di lui pendesse alcuna condanna. Di certo le sue comunità e anche tanti amministratori aspettavano il suo ritorno in libertà e attendono, ora, che la giustizia dia il suo verdetto: quello che la maggioranza dell’opinione pubblica, in realtà, sembra consideri già arrivato.