L’apertura al traffico del sottopasso Racinaro, l’infrastruttura di collegamento tra viale Moscati, via Dalmazia e via Santi Martiri Salernitani a Salerno, realizzata con un investimento complessivo di 3 milioni e 755mila euro, è finita al centro di un dibattito politico e cittadino. A poche settimane dal taglio del nastro, avvenuto il 15 settembre, la viabilità dell’area è stata interessata da nuovi interventi tecnici focalizzati su manto stradale, segnaletica e installazione di rallentatori, sollevando interrogativi sulle verifiche preliminari condotte prima della messa in esercizio dell’opera.
I dubbi sulla gestione delle acque piovane e sulla sicurezza
Tra le criticità evidenziate spicca il tema della prevenzione dei rischi idraulici, considerata una componente strutturale decisiva per la sicurezza di un’arteria sotterranea. Sul punto è intervenuto il professore Aurelio Tommasetti, sollecitando chiarimenti dettagliati da parte degli organi di governo locale circa il funzionamento dei sistemi di drenaggio e smaltimento realizzati.
«Il sottopasso Racinaro è stato inaugurato in pompa magna il 15 settembre e, dopo pochi giorni, si interviene già su asfalto, segnaletica e rallentatori. È legittimo chiedere all’amministrazione comunale quali verifiche siano state effettuate prima di aprire l’opera al traffico e quali garanzie siano state assicurate anche sulla gestione delle acque piovane», afferma Tommasetti.
L’attenzione si sposta in particolare sulle garanzie operative necessarie ad affrontare eventuali eventi meteorologici di forte intensità: «La prevenzione degli allagamenti è un punto essenziale per la sicurezza di un sottopasso. Il Comune ha presentato l’opera annunciando un moderno sistema di gestione delle acque piovane: chiarisca quali controlli siano stati eseguiti, come venga garantita l’efficienza degli impianti e quali procedure siano previste in caso di precipitazioni intense. Gli automobilisti devono poter percorrere questa strada con la certezza che ogni aspetto della sicurezza sia stato verificato».
Lavori correttivi e risorse pubbliche: le richieste di trasparenza
Oltre ai profili legati alla tutela degli utenti della strada, l’analisi riguarda anche il quadro economico e la corretta esecuzione del progetto. La presenza di cantiere e aggiustamenti tecnici successivi all’apertura ufficiale impone una verifica sui costi complessivi dell’infrastruttura e sulle eventuali spese integrative necessarie per completare i ritocchi della viabilità.
«Per un’opera dal costo dichiarato di 3 milioni e 755mila euro, i cittadini hanno diritto a conoscere lo stato dei lavori e gli eventuali interventi ancora necessari. Le correzioni effettuate a poche settimane dall’inaugurazione richiedono spiegazioni precise, anche sugli eventuali costi aggiuntivi e su chi debba sostenerli. A De Luca e alla sua giunta – conclude l’ex Rettore – chiediamo trasparenza e programmazione: la qualità di un’opera pubblica si misura nel suo funzionamento quotidiano, nella sicurezza e nei benefici concreti per la città».