Torraca, castello in gestione a privati: scatta la petizione per dire “no”

Scritto il 14/10/2026
da Ernesto Rocco

Una petizione popolare chiede trasparenza sulla gestione del Castello Baronale Palamolla a Torraca. Scopri i punti chiave della mobilitazione.

La comunità di Torraca si mobilita per tutelare uno dei suoi beni storici e culturali più rappresentativi: il Castello Baronale Palamolla. Attraverso gli strumenti di partecipazione previsti dallo statuto comunale, è stata promossa una petizione popolare per chiedere maggiore trasparenza e un confronto aperto sulle scelte di gestione che interesseranno la struttura nei prossimi anni. L’amministrazione comunale, infatti, ha avviato l’iter per affidarlo a privati.

L’iniziativa civica, quindi, nasce dalla volontà di difendere l’identità del borgo e garantire che il castello mantenga una destinazione d’uso realmente orientata alla crescita culturale e alla valorizzazione del territorio. Come evidenziato nell’appello rivolto alla cittadinanza: “Ci sono luoghi che non appartengono solo alle mappe o ai documenti. Appartengono al cuore di un paese. Il Castello Baronale Palamolla è uno di questi: non è pietra, non è passato. È la memoria viva di Torraca, la nostra radice, il nostro simbolo”.

Le ragioni della contestazione e i nodi della gestione

Alla base della raccolta firme vi è la richiesta di far luce sulle modalità con cui si sta definendo l’affidamento del bene monumentale. I promotori della protesta evidenziano in particolare tre elementi critici:

  • Carenza di partecipazione pubblica: la decisione sull’affidamento del monumento rischia di incidere per diversi anni sul futuro della comunità, senza che vi sia stato un preventivo coinvolgimento dei cittadini o un dibattito dedicato in Consiglio Comunale.
  • Estensione temporale della concessione: la formula prevista individua un periodo di 9 anni, rinnovabile per ulteriori 6 anni, per un totale di 15 anni complessivi. Un arco di tempo ritenuto eccessivamente lungo, capace di vincolare le future scelte dell’amministrazione e del territorio.
  • Genericità della destinazione ricettiva: il provvedimento fa riferimento a una “attrezzatura ricettiva complementare non alberghiera” senza definire con chiarezza quali attività saranno consentite, gli spazi interessati, la capacità ricettiva o i limiti di utilizzo. Una definizione vaga che lascia incertezze sulle reali finalità d’uso della struttura.

Come ricordano i promotori della mobilitazione, l’obiettivo è evitare che decisioni cruciali vengano prese senza le dovute garanzie: “Oggi questa storia rischia di essere allontanata dai cittadini per troppo tempo, senza una vera istruttoria, senza ascolto, senza garanzie sulla sua funzione culturale. Per questo la comunità si è mossa: la petizione è pronta. Non lasciare che altri decidano per te. Firma per difendere il Castello”.

Le proposte della cittadinanza per la tutela del bene

La petizione non si limita a contestare l’iter in corso, ma individua una serie di richieste concrete indirizzate all’amministrazione comunale:

  • Consiglio Comunale straordinario: convocazione di una seduta pubblica dedicata al dibattito sulle modalità di gestione e sulla durata delle concessioni.
  • Valutazione di modelli gestionali alternativi: apertura verso formule di gestione pubblica o partecipata che vedano il diretto coinvolgimento di associazioni, cittadini ed enti locali.
  • Durata proporzionata: individuazione di un periodo di affidamento più equilibrato, basato sugli effettivi investimenti previsti e sulle esigenze di salvaguardia del monumento.
  • Regolamentazione chiara degli spazi: definizione precisa delle tipologie di attività ammesse, specificando limiti e modalità di fruizione della struttura.
  • Coinvolgimento della Soprintendenza: attesa e valutazione formale dei pareri della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino prima di procedere con gli atti di gara.

La mobilitazione sottolinea il principio per cui “Il Castello è un bene di tutti. Il suo futuro va deciso insieme”.