Nuovi elementi per ricostruire la storia più antica del Vallo di Diano arrivano dalla Grotta “Maria Colombo”, in località Pattano, nel territorio comunale di Montesano sulla Marcellana. La cavità, scoperta nel 2007, è stata al centro di una nuova campagna di scavo condotta nello scorso mese di agosto, nell’ambito delle attività autorizzate dal Ministero della Cultura.
Le indagini hanno visto la collaborazione tra l’Associazione O.R.T.A. ETS, la Soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino e il Comune di Montesano sulla Marcellana, che ha sostenuto finanziariamente e operativamente la ripresa delle attività archeologiche.
A guidare la ricerca sotto il profilo scientifico è il Dipartimento SARAS della Sapienza Università di Roma, con il ricercatore Federico Nomi nel ruolo di referente. Al progetto scientifico partecipano inoltre il Department of Anthropology della University of Michigan e il Servizio di Bioarcheologia del Museo delle Civiltà.
I dettagli della campagna di scavo alla Grotta Maria Colombo
La nuova fase d’intervento si è concentrata innanzitutto sulla rimozione dei materiali che, nel corso del tempo, avevano reso difficoltoso l’accesso alla porzione principale della cavità. Gli operatori hanno eliminato lo strato sedimentario provocato dal crollo della volta e la consistente massa di fango e detriti che ostruiva l’ingresso alla sala principale.
Proprio durante tali operazioni di bonifica stratigrafica sono emerse diverse concentrazioni di frammenti ceramici di notevoli dimensioni. Dai primi rilievi, i reperti appaiono riconducibili alla principale fase di frequentazione della cavità, collocabile nell’Età del Bronzo Antico, risalente a circa 3.900 anni fa.
Si tratta di un periodo storico di fondamentale rilevanza per l’assetto insediativo della regione, sul quale le indagini archeologiche in corso stanno progressivamente fornendo inediti elementi conoscitivi.
L’ipotesi sull’uso funerario e cultuale della cavità
Gli elementi materiali finora raccolti sembrerebbero rafforzare l’ipotesi interpretativa secondo cui la grotta non venisse utilizzata esclusivamente come luogo di riparo temporaneo o abitazione, ma potesse aver svolto una specifica funzione funeraria e cultuale per le popolazioni locali.
Il lavoro del team scientifico prosegue ora in laboratorio. I materiali recuperati durante le operazioni sul campo saranno sottoposti a un’accurata fase di studio e repertazione, con particolare attenzione ai reperti ceramici e ai resti ossei rinvenuti.
Le analisi specialistiche saranno condotte dai ricercatori della Sapienza Università di Roma e del Museo delle Civiltà. Tali esami permetteranno di chiarire con maggiore precisione l’identità dei gruppi umani che frequentavano il sito, le modalità d’uso degli spazi e il ruolo ricoperto dalla cavità nell’organizzazione socio-territoriale della comunità preistorica.
Il quadro archeologico del Vallo di Diano e le prospettive future
Le prime attività di rilievo topografico e di analisi stratigrafica all’interno della Grotta “Maria Colombo” erano state avviate tra il 2013 e il 2015. La ripresa delle indagini garantisce la continuità di un percorso di ricerca scientifica scientificamente strutturato.
Il sito di Montesano sulla Marcellana s’inserisce in un contesto archeologico di ampio respiro: l’intero comprensorio del Vallo di Diano conserva infatti articolate testimonianze legate alla frequentazione delle cavità naturali durante la preistoria e la protostoria.
Lo studio sistematico di questi insediamenti ipogei offre un contributo determinante per comprendere l’evoluzione dei modelli abitativi, i comportamenti rituali e le dinamiche di interazione tra le comunità antiche e il paesaggio circostante. Le ricerche attuali aprono inoltre la strada a future iniziative di valorizzazione del patrimonio archeologico del territorio, orientate alla creazione di percorsi culturali e turistici dedicati alle origini della presenza umana nell’area.