A tre giorni dall’omicidio di Agropoli, la scena è cambiata. Fino a quarantott’ore fa Trentova era un via vai continuo di carabinieri, uomini della scientifica, sanitari, agenti della polizia municipale, con gli inquirenti impegnati nei rilievi di rito attorno all’auto in cui è stato trovato il corpo di Walter Avallone, 55 anni, di Eboli. Oggi di tutto questo resta ben poco.
Trentova tre giorni dopo il delitto: nastri e silenzio
Sul posto sono rimasti gli ultimi resti dei nastri usati per delimitare la zona, che si muovono al vento, e qualche segno a terra, ricordo dei rilievi e delle ore concitate. Intorno, il silenzio. Un’area isolata, lontana dal tamtam quotidiano che in estate anima la zona, quando tante persone raggiungono la vicina baia. Fuori stagione, la località torna quieta, e proprio quella quiete rende più forte il contrasto con quanto accaduto.
Le indagini dei carabinieri: caccia alle telecamere private
Le indagini proseguono senza sosta. I carabinieri stanno rintracciando anche le telecamere private presenti nell’area, per acquisire altri elementi utili a ricostruire cosa sia successo. Dalle immagini già visionate è emerso qualcosa, ma gli inquirenti mantengono il massimo riserbo. Come anticipato, però, il presunto assassino sarebbe stato visto allontanarsi dall’auto e con sé aveva uno zaino e una borsa a tracolla. In testa indossava un berretto.
Il percorso dell’auto della vittima e del possibile assassino
Il punto decisivo resta il percorso. Sia gli spostamenti dell’auto della vittima sia quelli del possibile assassino non sono ancora del tutto chiari. Non è escluso, come starebbe emergendo nelle ultime ore, che un’altra persona (forse proprio l’assassino) viaggiasse con lui. Servono ulteriori riscontri, che solo l’incrocio di tutti i filmati disponibili potrà dare, per mettere in ordine i tempi e i movimenti nelle ore che hanno preceduto il delitto.
Walter Avallone, vigilante: gli investigatori scavano nei rapporti di lavoro
Gli investigatori non guardano solo alle immagini. Si scava anche nella vita di Avallone, in particolare nei suoi rapporti lavorativi: l’uomo, di professione vigilante, aveva una quotidianità fatta di turni, incarichi e contatti che ora vengono passati al setaccio, nella ricerca di ogni elemento utile a chiarire il contesto in cui è maturato il delitto.
Smentita la notizia del fermo a Eboli
Nella serata di ieri si era diffusa la notizia di un fermo a Eboli. Una voce che ha fatto rapidamente il giro della città e dei social, ma che è stata prontamente smentita: allo stato, nessun fermo risulta eseguito e le indagini restano aperte su più fronti.
Una comunità in attesa di risposte
Il lavoro si concentra sull’analisi delle immagini, sulla ricostruzione degli ultimi spostamenti di Avallone e sull’ambiente professionale in cui si muoveva. Ogni dettaglio può essere determinante per dare un volto e un nome a chi ha agito.
Nel frattempo Trentova aspetta risposte. Quando anche gli ultimi nastri saranno rimossi, resterà la comunità di Agropoli, scossa da un fatto di sangue che sembrava lontano da questo angolo di costa.