La domanda di massaggi è in constante crescita anche in Italia: c’entrano la sempre maggiore attenzione verso il benessere e la forma fisica, ma anche la volontà di concedersi un momento di relax tutto per sé che spingono ogni italiano a spendere – in media – dai venticinque ai trenta euro al mese per appuntamenti in salone, presso appositi centri e con professionisti ad hoc. Alcune tipologie di trattamenti sono più richieste di altre perché capaci di sciogliere le tensioni accumulate durante la settimana e di cui spesso si risente anche a livello muscolare, riequilibrare le energie o farle fluire verso i punti del corpo che ne hanno più bisogno, migliorare le prestazioni nello sport. Ecco le tre tecniche di massaggio da proporre ora nel catalogo del proprio salone e come perfezionarle.
Il massaggio californiano: un potente alleato contro lo stress
Praticato già negli Anni Settanta, il cosiddetto massaggio californiano vive un momento di straordinaria popolarità: è la coccola che molti amano concedersi contro lo stress, le preoccupazioni quotidiane e le loro manifestazioni somatiche (tensioni muscolari, infiammazioni cervicali, eccetera). Questa tipologia di massaggio predilige manipolazioni lente e morbide, mirate a favorire il rilascio emozionale: mentre è sul lettino e anche al termine del trattamento, il cliente deve poter sperimentare un senso di accudimento e presa in cura da parte dell’operatore che parte da com’è predisposto l’ambiente e arriva – naturalmente – a come viene svolto il massaggio. Nei corsi della scuola di massaggi professionali Artecorpo si impara nel dettaglio come preparare una seduta di massaggio californiano, oltre che a padroneggiare movimenti e manovre più indicate in questo caso.
Così il massaggio bioenergetico riequilibra energia e vitalità
Apparentemente simile al massaggio californiano ed altrettanto in voga al momento, quindi senza dubbio da considerare se si ha intenzione di ampliare il catalogo delle proprie proposte, è il massaggio bioenergetico. In questo caso l’obiettivo principale è sciogliere i blocchi energetici che impediscono alle energie vitali di fluire correttamente e che spesso si manifestano in forma di veri e propri “blocchi” organici (contratture muscolari, rigidità articolari, eccetera). Per ottenere questo risultato è importante che l’operatore pratichi sulla persona sul lettino movimenti precisi e consapevoli: sfioramenti, pressioni, digitopressioni, impasti sempre ben calibrati a seconda delle esigenze della persona. Anche semplici esercizi di respirazione possono aiutare a raggiungere l’obiettivo della riattivazione e dell’equilibrio energetico: un buon corso professionale insegna a proporli al cliente nel modo e coi tempi giusti.
Perché è il momento di proporre il massaggio sportivo
Chi voglia dare alla proposta del proprio salone un taglio più specialistico e intercettare un target di persone che praticano sport e che sono desiderose di migliorare le proprie prestazioni fisiche, potrebbe aggiungere alle proprie proposte il massaggio sportivo. La categoria, ampia, comprende trattamenti da effettuare prima o dopo una gara o come mantenimento per aiutare i muscoli a riscaldarsi, recuperare o riparare ai piccoli traumi che possono subire soprattutto durante l’attività fisica più intensa. In questo caso, più che nei precedenti, è fondamentale agire su regioni corporee specifiche (quelle maggiormente coinvolte caso per caso a seconda dell’attività fisica) di cui l’operatore deve conoscere alla perfezione anatomia, fisiologia, eccetera. È per questo che, spesso, i corsi professionali di massaggio sportivo hanno una durata più lunga o formule più intensive, che comprendono oltre a quella pratica un’ampia parte teorica e di studio di ossa, muscoli, articolazioni e ogni altra struttura coinvolta nell’attività sportiva.