Poliambulatorio Battipaglia: UIL FP diffida ASL Salerno su sicurezza

Scritto il 16/10/2026
da Antonio Elia

La UIL FP Salerno diffida l'ASL sul trasferimento del Distretto Sanitario 65 a Battipaglia: chiesti gli atti sulla sicurezza e dati 30 giorni di tempo.

La vertenza sul trasferimento del Poliambulatorio del Distretto Sanitario 65 di Battipaglia, dalla sede di via Gonzaga alla nuova struttura di via Fiorignano, entra in una nuova fase. Di fronte alla mancata risposta alle richieste di accesso agli atti presentate nei mesi scorsi, la UIL FP Salerno passa alle vie formali e diffida l’ASL Salerno ad adempiere ai propri obblighi.

Diffida formale all’ASL Salerno e richiesta di accesso agli atti

L’ufficio legale del sindacato, coordinato dall’avvocato Piero Ferrara, ha notificato un atto di significazione e diffida ad adempiere indirizzato alla Direzione generale dell’azienda sanitaria e al Responsabile della Trasparenza. Al centro della contestazione c’è l’assenza di riscontri sulla documentazione tecnica, logistica e organizzativa relativa al trasferimento del presidio, ritenuta necessaria per verificare le condizioni di sicurezza dei luoghi di lavoro e l’adeguatezza dei servizi destinati all’utenza, in particolare alle persone più fragili.

I retroscena della vicenda e il silenzio amministrativo

La vicenda risale al 27 luglio 2026, quando la UIL FP aveva presentato una richiesta di accesso alla documentazione, richiamando anche gli obblighi previsti dal decreto legislativo 81/2008 in materia di salute e sicurezza sul lavoro. A fronte della mancata risposta, il sindacato aveva successivamente presentato un’istanza di riesame al Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT), senza ottenere, secondo quanto riferito dall’organizzazione, un riscontro.

La diffida assegna ora all’ASL un termine di 30 giorni per consentire l’accesso agli atti richiesti oppure adottare un provvedimento espresso e adeguatamente motivato.

Una vicenda che, secondo la UIL FP Salerno, non riguarda soltanto il diritto di conoscere gli atti amministrativi, ma investe anche le prerogative sindacali e la necessità di garantire la sicurezza di lavoratori e cittadini.

Le dichiarazioni della UIL FP Salerno sulla tutela dei lavoratori

«Non possiamo accettare che, su una questione delicata come la sicurezza dei luoghi di lavoro e l’organizzazione di un servizio sanitario destinato anche alle fasce più fragili della popolazione, le richieste formali di un’organizzazione sindacale restino senza risposta», dichiara Raffaele Giordano, segretario generale della UIL FP Salerno. «L’accesso alla documentazione non è un adempimento secondario, ma uno strumento indispensabile per verificare che le scelte organizzative siano state assunte nel rispetto delle norme e delle garanzie previste per lavoratori e utenti».

Il sindacato sottolinea inoltre che il protrarsi del silenzio amministrativo potrebbe aprire un fronte di responsabilità più ampio. Nella diffida viene evidenziato come l’eventuale mancata ostensione degli atti relativi alla sicurezza possa compromettere l’esercizio delle prerogative sindacali e rendere necessario il ricorso alle competenti sedi di tutela.

«Con questo atto chiediamo all’ASL Salerno di fare piena chiarezza e di assumersi la responsabilità delle proprie decisioni, mettendo a disposizione tutta la documentazione necessaria», prosegue Giordano. «Quando sono in gioco la sicurezza sul lavoro e l’idoneità dei servizi sanitari, la trasparenza è un dovere. Il mancato riscontro non può diventare una prassi né impedire le verifiche che spettano alle rappresentanze dei lavoratori».

Possibili sviluppi legali e scenari futuri della vertenza

La UIL FP richiama inoltre l’attenzione sulle possibili conseguenze di un’ulteriore inerzia. La diffida prospetta infatti l’attivazione delle tutele giurisdizionali previste dall’ordinamento, qualora l’amministrazione non ottemperi agli obblighi applicabili. Eventuali profili di responsabilità dovranno naturalmente essere accertati nelle sedi competenti, sulla base degli atti e delle specifiche condotte.

«Il nostro obiettivo non è alimentare uno scontro fine a sé stesso, ma ottenere risposte documentate e verificabili», conclude il segretario generale. «Ci aspettiamo che l’azienda utilizzi il termine concesso per adempiere e chiarire ogni aspetto del trasferimento. In caso contrario, valuteremo tutte le iniziative necessarie a tutelare i lavoratori, le prerogative sindacali e la sicurezza dell’utenza».

La palla passa ora alla Direzione dell’ASL Salerno. Trascorsi i 30 giorni indicati nell’atto, in assenza di risposte adeguate, la vertenza potrebbe proseguire nelle sedi competenti, con un possibile ulteriore aggravamento del contenzioso.