Gioi capofila per l’accoglienza SAI: pronto il progetto per le famiglie

Scritto il 17/10/2026
da Ernesto Rocco

Il Comune di Gioi approva l'atto per candidarsi ai fondi FAMI del Ministero dell'Interno e guidare una rete di Comuni per l'accoglienza SAI

Il Comune di Gioi apre le porte all’accoglienza diffusa e punta a diventare un punto di riferimento per l’integrazione sul territorio cilentano. La Giunta Comunale, guidata dal sindaco Maria Teresa Scarpa, ha approvato la deliberazione n. 60 con cui l’Ente esprime indirizzo favorevole per accedere ai fondi del Ministero dell’Interno dedicati alla Rete SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione). L’iniziativa mira a realizzare un progetto d’accoglienza ordinaria destinato a nuclei familiari, compresi quelli monoparentali, promuovendo al contempo un’aggregazione tra più Comuni della provincia di Salerno.

Il bando ministeriale e le risorse per la Rete SAI

L’opportunità nasce dall’avviso del Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione del Ministero dell’Interno, rilasciato ad agosto, che mette a disposizione degli enti locali fino a 2.402 posti su scala nazionale per la tipologia di “accoglienza ordinaria”. Le risorse economiche poggiano sul Fondo Asilo Migrazione e Integrazione (FAMI) 2021-2027.

Il finanziamento coprirà un arco temporale di 24 mesi, estendendosi fino al 31 dicembre 2028. La misura finanziaria fissa il costo massimo dei progetti a 44,47 euro pro-die pro-capite, calcolato sui parametri medi dei servizi SAI attivi. Le istanze dovranno essere trasmesse per via telematica entro il termine perentorio delle ore 18:00 del 10 novembre 2026 attraverso la piattaforma ministeriale dedicata.

Gioi comune capofila per una rete territoriale

Per massimizzare l’impatto del servizio e garantire una gestione coordinata dell’accoglienza, l’amministrazione di Gioi intende candidarsi in qualità di Comune capofila di una rete associata tra diverse municipalità. Sfruttando gli accordi di collaborazione tra pubbliche amministrazioni (previsti dall’articolo 15 della Legge 241/1990), l’Ente promuoverà intese con i Comuni limitrofi interessati a condividere gli stessi obiettivi di inclusione.

Il numero definitivo di posti da richiedere a finanziamento e l’assetto finale della governance saranno stabiliti dopo la raccolta delle adesioni degli Enti partner tramite una successiva manifestazione d’interesse. L’operazione non comporta spese immediate per il bilancio comunale e ha ottenuto il parere favorevole di regolarità tecnica.