È un appello intriso di dolore e indignazione quello lanciato da Giusy Pipolo, docente originaria di Laurino e madre di Daniele Roberto, il giovane di ventidue anni salito agli onori delle cronache per aver superato una drammatica battaglia per la vita. Il ragazzo era finito in coma a seguito di un malore avvertito durante una partita di calcetto a Villa Littorio; dopo mesi di profonda apprensione, il miglioramento delle sue condizioni di salute aveva consentito il rientro in paese, dove era stato accolto dall’abbraccio dell’intera comunità.
Il blocco dell’intervento per i ritardi della risonanza
Il percorso di recupero del giovane richiede tuttavia ulteriori trattamenti e un’assistenza medica costante. L’intervento fondamentale per il suo completo recupero è la cranioplastica, procedura per la quale risulta indispensabile eseguire preventivamente una risonanza magnetica. L’esame propedeutico continua però a essere differito, bloccando di fatto la programmazione dell’operazione e lasciando la famiglia in una condizione di prolungata incertezza.
La denuncia della madre sulle liste d’attesa
“La vita di mio figlio non è un numero di lista d’attesa”, dichiara Giusy Pipolo. “Ho il cuore a pezzi, ma pieno di rabbia. Daniele ha ventidue anni e ha superato una crisi terribile grazie alla sua forza e alle preghiere di chi lo ama. Ha vinto la sua battaglia più grande, ma ora sta perdendo contro la burocrazia e i continui rinvii della sanità pubblica. Mesi di attesa, promesse non mantenute e silenzi: ci sentiamo completamente abbandonati. Un ragazzo ha il diritto di riprendersi la sua vita e di uscire da questa prigione di incertezza. Non possiamo guardare nostro figlio restare in pericolo perché il sistema non funziona”.
La situazione a Milano e i rischi per la salute
Daniele, che attualmente risiede a Milano, aveva svolto nei mesi scorsi una visita specialistica privata, a seguito della quale gli era stato prospettato per il mese di settembre lo svolgimento degli accertamenti necessari in vista dell’operazione. A distanza di settimane, gli esami non sono stati ancora effettuati, mentre il giovane continua ad accusare vertigini e sofferenze. “Le liste risultano complete anche per novembre e forse si arriverà a dicembre”, aggiunge la madre. “Mio figlio non può vivere in queste condizioni e non è un paziente qualsiasi. L’intervento di cranioplastica deve essere eseguito in un centro traumatologico specializzato; per lui anche una banale caduta rappresenta un rischio gravissimo”. L’auspicio della famiglia è che il sollecito possa favorire una rapida risoluzione per garantire la tutela del diritto alla salute.