Arriva a una fase importante il processo in corso davanti al Tribunale di Vallo della Lucania relativo alla presunta gestione irregolare degli appalti pubblici nel Comune di Capaccio Paestum. Durante la requisitoria, il procuratore capo Francesco Rotondo ha formulato le richieste di condanna e di assoluzione per gli imputati coinvolti nell’inchiesta che ha scosso le istituzioni locali della provincia di Salerno.
Al centro dell’attenzione giudiziaria la posizione dell’ex sindaco di Capaccio Paestum ed ex presidente della Provincia di Salerno, Franco Alfieri, oltre a imprenditori, funzionari e collaboratori dell’ente locale.
Le richieste della Procura di Vallo della Lucania
Nel corso del suo intervento in aula, il pm Francesco Rotondo ha ricostruito i passaggi chiave dell’impalcatura accusatoria. Per la posizione di Elvira Alfieri, sorella dell’ex primo cittadino, la Procura ha chiesto l’assoluzione «perché il fatto non sussiste».
Di diverso tenore le sollecitazioni per gli altri imputati principali del procedimento penale:
- Franco Alfieri: la richiesta formulata dalla pubblica accusa è di sei anni e sei mesi di reclusione, con aumento fino a sette anni e una multa di 500 euro.
- Vittorio De Rosa (imprenditore): chiesti sei anni e quattro mesi di reclusione, con aumento a sei anni e nove mesi e 300 euro di multa.
- Carmine Greco: richiesta di tre anni di reclusione, con aumento a tre anni e dieci mesi e 2.000 euro di multa. Per le contestazioni aggravate, formulate senza il riconoscimento delle attenuanti generiche, la sollecitazione sale a quattro anni e due mesi di reclusione unitamente a 4.000 euro di multa.
- Andrea Campanile e Alfonso D’Auria: chiesta una condanna a due anni di reclusione, con aumento a due anni e sei mesi, oltre a una multa di 500 euro ciascuno.
A completamento del quadro sanzionatorio, la Procura ha istato al collegio giudicante la confisca di tutti i beni attualmente sottoposti a sequestro giudiziario.
Quadro accusatorio e prossimi sviluppi del processo
Il procedimento trae origine da un’articolata indagine inerente all’affidamento di lavori e servizi pubblici sul territorio comunale. L’inchiesta mira a far luce sulle dinamiche procedurali inerenti alle gare d’appalto della pubblica illuminazione e sui presunti condizionamenti amministrativi oggetto di contestazione.
Con la conclusione della requisitoria da parte dell’organo inquirente, la parola passerà ai collegi difensivi per le rispettive arringhe, in vista della sentenza di primo grado attesa dai giudici del Tribunale cilentano.