Processo Alfieri, le difese dopo la requisitoria: «Siamo convinti del contrario»

Scritto il 23/10/2026
da Maria Emilia Cobucci

Dopo la requisitoria del Procuratore Rotondo, parlano i difensori di Alfieri, Dervit e Campanile. Le reazioni al Tribunale di Vallo della Lucania e la sentenza il 19 novembre

Dopo le richieste di condanna formulate dal Procuratore Capo Francesco Rotondo, nel processo a Franco Alfieri, ex sindaco di Capaccio Paestum e già presidente della Provincia di Salerno, sono arrivate le prime reazioni dei difensori. Toni diversi, ma una linea comune: fiducia nell’esito del giudizio davanti al Tribunale di Vallo della Lucania, dove la sentenza di primo grado è attesa per il 19 novembre.

Le richieste della Procura: il quadro

Al termine di una requisitoria di oltre due ore, la pubblica accusa ha chiesto per Alfieri 6 anni e 6 mesi di reclusione, con aumento fino a 7 anni, e 500 euro di multa. L’ex sindaco risponde di presunte irregolarità nelle gare d’appalto per la pubblica illuminazione e di corruzione. Per l’imprenditore Vittorio De Rosa la richiesta è di 6 anni e 4 mesi. Più basse le pene sollecitate per Carmine Greco, Andrea Campanile e Alfonso D’Auria, mentre per Elvira Alfieri è stata chiesta l’assoluzione perché “il fatto non sussiste”.

La difesa di Alfieri: «Richieste consequenziali»

Il legale dell’ex sindaco, Domenicantonio D’Alessandro, legge le richieste dell’accusa come un passaggio scontato. “Sono richieste consequenziali ai reati contestati ad Alfieri quindi è consequenziali che il pm avanzi queste richieste se è convinto delle responsabilità. Noi siamo convinti del contrario“, ha dichiarato.

Una posizione netta: la difesa non vede nelle pene invocate un elemento nuovo, ma la naturale conseguenza dell’impostazione accusatoria, che sarà contrastata nelle prossime udienze.

Dervit, la fiducia di Natale

Sulla stessa linea l’avvocato Antonello Natale, che rappresenta gli amministratori della Dervit. “Noi riteniamo da avere argomenti tali da dimostrare l’innocenza dei miei assistiti“, ha affermato il legale, annunciando di fatto una difesa basata su elementi che, a suo giudizio, potranno smontare la ricostruzione della Procura.

Cacciatore: «Ammirati dalla requisitoria»

Voce sorprendentemente diversa quella di Cecchino Cacciatore, difensore di Andrea Campanile, ex capo staff di Alfieri, per il quale la Procura ha chiesto 2 anni, con aumento a 2 anni e 6 mesi. “Siamo molto ammirati dalla requisitoria del pubblico ministero. È riuscito a valorizzare quel che non c’è dalle immagini e non è emerso dal dibattimento“, ha detto.

Il commento va letto nel merito: l’elogio alla requisitoria si accompagna alla tesi che gli elementi portati dall’accusa non troverebbero riscontro in quanto emerso in aula. Campanile è uno dei protagonisti delle intercettazioni con Alfieri su cui poggia l’impianto accusatorio.

Cosa succede ora

Il dibattimento prosegue nelle prossime settimane con le arringhe delle difese, momento in cui i legali illustreranno nel dettaglio le proprie tesi. La parola passerà poi al collegio giudicante, con la sentenza di primo grado fissata per il 19 novembre.