Tribunale Vallo della Lucania: scontro sulla sicurezza, Ugl proclama lo stato di agitazione

Scritto il 23/10/2026
da Ernesto Rocco

Igiene e sicurezza al Tribunale di Vallo della Lucania: Ugl contesta la revoca dell'accordo e chiede l'intervento della Prefettura di Salerno.

La vertenza affonda le sue radici nelle criticità segnalate già alla fine del 2024 in merito all’organizzazione dei servizi, alla carenza d’organico e alla sicurezza sul lavoro nel presidio giudiziario cilentano. Dopo mesi di trattative tra le parti si era giunti a una sintesi formale, ma la decisione comunicata il 18 settembre di revocare l’intesa ha riaperto lo scontro.

Massimiliano Cafaro, segretario generale di Ugl Igiene Ambientale, esprime il proprio disappunto per la piega presa dalla vicenda: «Siamo profondamente amareggiati per quanto accaduto. Dopo mesi di incontri, segnalazioni e disponibilità al dialogo, avevamo finalmente raggiunto un’intesa concreta per dare risposte a lavoratori che ogni giorno svolgono servizi essenziali in condizioni che meritano ben altra attenzione. Non possiamo accettare che un accordo sottoscritto venga rimesso in discussione unilateralmente, senza un confronto trasparente con le organizzazioni sindacali».

Sicurezza, dotazioni e gestione del personale

L’intesa prevedeva misure concrete per superare criticità operative storiche, come la mancanza di dispositivi di protezione individuali e di strumenti idonei alla movimentazione dei carichi. Tra le contestazioni del sindacato figurano anche le modalità con cui vengono trasportati i materiali all’interno del tribunale, talvolta trascinati a terra o movimentati con mezzi improvvisati.

Sul piano dell’organico, la bozza di intesa stabiliva il recupero di un’unità lavorativa mancante e un incremento di due ore giornaliere per il personale in servizio. «Non stiamo chiedendo privilegi, ma il rispetto degli impegni presi e condizioni di lavoro dignitose. La sicurezza non può essere considerata una voce secondaria, né si può pretendere che i lavoratori continuino a sopportare carichi e difficoltà organizzative senza strumenti adeguati. Parliamo di persone che percepiscono stipendi modesti e che, nonostante tutto, continuano a svolgere il proprio lavoro con serietà e senso di responsabilità verso le famiglie», precisa ancora Cafaro.

Fondi d’appalto e nodi sulla raccolta differenziata

A completare il quadro delle contestazioni c’è la richiesta di chiarezza sulla gestione delle risorse finanziarie destinate ai servizi aggiuntivi e sulla copertura degli adeguamenti contrattuali previsti in fase di gara, inclusi i rincari dei prezzi. Contestata inoltre una corretta riorganizzazione del servizio di raccolta differenziata all’interno degli uffici giudiziari, affinché la gestione dei rifiuti non ricada impropriamente sugli addetti ai servizi.

Anche Carmine Rubino, segretario territoriale Ugl, sottolinea l’urgenza di un’assunzione di responsabilità: «Quando si raggiunge un accordo per risolvere problemi concreti, soprattutto quelli che riguardano la sicurezza e la dignità delle persone, ci si meitita che gli impegni vengano rispettati. Non è accettabile che i lavoratori restino ostaggio di decisioni che rischiano di vanificare il lavoro svolto al tavolo di confronto. Chiediamo chiarezza, responsabilità e un intervento tempestivo affinché si torni a discutere nel merito delle questioni, senza lasciare irrisolte le criticità segnalate da tempo».

In assenza di risposte, il sindacato attende ora la convocazione presso la Prefettura di Salerno per la procedura di raffreddamento della vertenza. «La nostra disponibilità al dialogo non è mai mancata, ma il dialogo deve essere reciproco e produrre risultati. Continueremo a tutelare i lavoratori in tutte le sedi competenti, chiedendo che gli accordi sottoscritti siano rispettati e che le condizioni di sicurezza vengano affrontate con la serietà necessaria. Non lasceremo che le richieste di chi lavora vengano ignorate», concludono Cafaro e Rubino.