Un pensionato di 89 anni, affetto da una patologia oncologica, sarebbe rimasto per ore in attesa di una trasfusione all’ospedale di Eboli, prima di lasciare la struttura senza averla ricevuta. A riferire l’accaduto sarebbe stato il medico di famiglia, secondo cui l’anziano, accompagnato dalle figlie, sarebbe arrivato alle 9 di giovedì mattina, attendendo invano fino alle 16. Esasperata, la famiglia avrebbe deciso di andare via.
La replica della direzione del Pronto soccorso
Di diverso tenore la versione fornita dal responsabile del Pronto soccorso: il paziente sarebbe stato chiamato alle 13, senza rispondere. Dopo gli esami del sangue, sarebbe stato convocato per la trasfusione, ma si sarebbe già allontanato.
I nodi da sciogliere sull’assistenza ai pazienti fragili
Resterebbero da chiarire i tempi e le modalità delle comunicazioni, oltre alle condizioni cliniche che avrebbero determinato l’urgenza della prestazione. Se confermata, la vicenda solleverebbe interrogativi sull’assistenza e sulla gestione dell’attesa di un paziente anziano e fragile. Al momento, tuttavia, non sarebbe possibile stabilire eventuali responsabilità.