Il litorale cilentano compie un passo avanti verso la tutela dell’ambiente e la conservazione della fauna marina. Martedì 27 ottobre 2026, alle ore 11.30, verrà inaugurato a Marina di Ascea il nuovo impianto di illuminazione ecosostenibile installato lungo la Scogliera. La zona rappresenta uno dei punti di nidificazione più rilevanti in Campania per la specie Caretta caretta. L’opera si propone di conciliare la sicurezza pubblica con la riduzione dell’inquinamento luminoso, salvaguardando il delicato equilibrio della fauna costiera. Per celebrare l’evento, verranno rilasciati in mare due esemplari di tartaruga, Tonino e Mattiele, curati dal Turtle Point della Stazione Zoologica Anton Dohrn e dotati di trasmettitori satellitari per il tracciamento delle rotte migratorie.
Il progetto europeo LIFE TURTLENEST e le istituzioni coinvolte
L’intervento si inserisce nella cornice del progetto LIFE TURTLENEST, un’iniziativa europea coordinata da Legambiente e sostenuta dal programma LIFE dell’Unione Europea. Il supporto scientifico è fornito dalla Stazione Zoologica Anton Dohrn, affiancata dalla Regione Campania in veste di partner istituzionale. La concretizzazione del lavoro è stata resa possibile dall’impegno costante del Comune di Ascea nelle attività di monitoraggio dei nidi, unito al contributo del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Alla realizzazione dell’opera hanno collaborato anche Castaldi, che ha curato l’ottimizzazione tramite la dimmerazione differenziata, e Velia Elettro Impianti per la fase esecutiva e i test tecnici.
Tecnologia e mitigazione dell’inquinamento luminoso
L’adeguamento tecnologico ha riguardato in prima battuta i sistemi di illuminazione delle strutture balneari e delle attività commerciali presenti sulla Scogliera, per poi estendersi alla rete stradale e alla pista ciclopedonale. La progettazione illuminotecnica, firmata da Chiara Carucci dello studio Noctua, adotta soluzioni mirate ad eliminare la dispersione della luce verso l’arenile e lo specchio d’acqua. Il sistema impiega sorgenti a luce calda con temperatura di colore di 2700 K, caratterizzate da un’intensità regolata e un orientamento rivolto esclusivamente verso le aree pedonali e viarie.
Gli impatti delle luci artificiali sulla fauna marina
L’alterazione della luminosità naturale costituisce una minaccia rilevante per gli ecosistemi costieri. Le tartarughe marine risultano particolarmente sensibili a questo fattore: durante la schiusa, i piccoli raggiungono il mare orientandosi con la rifrazione naturale dell’orizzonte. La presenza di fonti luminose artificiali nell’entroterra causa disorientamento, spingendo i neonati verso direzioni opposte al mare e diminuendo drasticamente le loro possibilità di sopravvivenza. Analoghe problematiche si riscontrano per le femmine adulte in cerca di luoghi idonei alla deposizione.
Le parole dell’amministrazione comunale
«La presenza delle tartarughe marine lungo il nostro litorale rappresenta un patrimonio naturale che abbiamo il dovere di tutelare. Con questo intervento compiamo un passo concreto, adeguando l’illuminazione alle esigenze di protezione della specie e conciliando la salvaguardia ambientale con la sicurezza e la fruibilità degli spazi pubblici. È un esempio di come la sostenibilità debba tradursi in scelte amministrative e interventi sul territorio. Un risultato reso possibile dalla collaborazione tra istituzioni, mondo della ricerca e associazioni, che ringrazio per il lavoro svolto», dichiara Stefano Sansone, sindaco del Comune di Ascea.
Un modello di sviluppo per le aree costiere
L’opera realizzata ad Ascea testimonia come la combinazione tra pianificazione urbanistica, ricerca scientifica e innovazione tecnologica possa generare modelli di gestione del territorio rispettosi della biodiversità. La tutela della Caretta caretta, specie simbolo del Mediterraneo, si integra così in una visione di valorizzazione turistica responsabile, capace di garantire la fruibilità delle aree pubbliche senza compromettere gli equilibri ambientali del Cilento.