Il Tribunale di Vallo della Lucania ha condannato in primo grado il blogger Sergio Vessicchio per il reato di diffamazione a mezzo stampa nei confronti di Andrea Butti, Head of Competitions and Operations della Lega Serie A. La decisione è stata formalizzata dalla giudice Marianna D’Andraia, che ha ritenuto l’imputato colpevole dei reati contestati, applicando la continuazione e riconoscendo la contestata recidiva per via di precedenti specifici.
Le accuse di manipolazione dei calendari di Serie A
La vicenda giudiziaria trae origine da una serie di dichiarazioni pubbliche e video diffusi in rete da Vessicchio, nei quali venivano rivolte pesanti accuse alla gestione dei calendari del campionato di calcio di Serie A. Nel corso dei suoi interventi online, il blogger aveva sostenuto l’esistenza di presunte irregolarità volte a favorire specifici club, in particolare l’Inter, arrivando a definire la programmazione delle partite come «un imbroglio chiaro e netto».
Tra le affermazioni centrali citate nel processo, Vessicchio aveva dichiarato che «ci sono dei truffatori nella stesura del calendario». Tali esternazioni hanno spinto il dirigente della Lega Serie A a sporgere querela per tutelare la propria reputazione e l’onorabilità dell’organismo che rappresenta.
La figura dell’imputato e la misura penale
La figura di Sergio Vessicchio è nota alle cronache per passate sanzioni disciplinari nell’ambito dell’informazione sportiva: iscritto in precedenza all’Ordine dei Giornalisti della Campania, è stato successivamente radiato dall’albo. La sentenza emessa dal giudice monocratico della sezione penale del Tribunale cilentano conferma la gravità della condotta, stabilendo la responsabilità penale per le affermazioni lesive pubblicate sul web e sottolineando il peso della recidiva nella quantificazione della pena.