Salerno ha riabbracciato per l’ultima volta Simone Ruggia, il sergente di 36 anni deceduto in Bosnia in un tragico incidente in elicottero insieme ad altri tre militari. Dopo i funerali di Stato celebrati a Roma nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, la salma del giovane ha fatto ritorno nella sua città natale.
L’arrivo al cimitero e la vicinanza della famiglia
L’arrivo del carro funebre al cimitero di Salerno, è avvenuto nel primo pomeriggio di ieri. Ad accompagnare il feretro c’era il padre del sergente, profondamente provato dal grave lutto.
Il picchetto d’onore e il lutto cittadino
Ad attendere la salma al cimitero salernitano era presente un picchetto d’onore composto da rappresentanti di Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia di Stato e dal cappellano dell’Esercito. In rappresentanza dell’amministrazione comunale ha presenziato il vicesindaco Nino Savastano.
Per la giornata di lunedì il sindaco Vincenzo De Luca aveva disposto con un’apposita ordinanza l’esposizione delle bandiere a mezz’asta su tutti gli edifici comunali in segno di lutto cittadino. Il Gonfalone del Comune di Salerno era stato invece inviato a Roma per le esequie di Stato, celebrate alla presenza delle massime cariche istituzionali, tra cui il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la Premier Giorgia Meloni.
Gli omaggi sul feretro e le ultime volontà
Al cimitero di Salerno, sul feretro di Simone sono stati adagiati il suo basco blu, una fotografia e i gradi da sergente. La salma è stata temporaneamente custodita nella camera mortuaria in attesa che la famiglia definisca le ultime formalità. Tra le opzioni al vaglio dei familiari vi sono la sepoltura a terra, la tumulazione in loculo oppure la cremazione.