Tredici nomi, tredici giovani che hanno perso la vita nel corso dei due Conflitti Mondiali. Il loro sacrificio, insieme a quello di migliaia di ragazzi, è stato ricordato questa mattina a Scario, in occasione della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate del 4 Novembre.
La celebrazione è iniziata con l’esecuzione dell’Inno di Mameli e la deposizione di una corona d’alloro davanti al monumento dedicato ai caduti, sul Lungomare Marconi. Alla cerimonia hanno preso parte le autorità civili e militari della zona e gli alunni dell’Istituto Comprensivo “Teodoro Gaza”.
Le lettere dal fronte e la benedizione del Parroco
Subito dopo la deposizione, il parroco don Agnello Forte ha benedetto la corona d’alloro, ricordando con commozione il sacrificio dei tanti giovani caduti sotto i colpi delle armi.
Un momento di profondo dolore e memoria, reso ancora più toccante dalla lettura di alcune lettere scritte dai ragazzi partiti per il fronte e mai più rientrati a casa. Una testimonianza storica ed emotiva che ha offerto alla comunità una preziosa occasione di riflessione sugli orrori del passato.
- Il discorso del Sindaco Palazzo: “La Patria si difende con la pace”
L’importanza della memoria storica e l’attualità del suo messaggio sono state al centro dell’intervento del Sindaco di San Giovanni a Piro, Ferdinando Palazzo.
“La celebrazione del 4 Novembre non deve essere solamente un ricordo del passato, ma deve far riflettere sul nostro presente — ha affermato il primo cittadino —. Oggi ricordiamo tutti i giovani che hanno perso la vita, il loro sacrificio e il loro coraggio a difesa dell’unità d’Italia. Purtroppo, ciò che abbiamo vissuto sembra averci insegnato poco: le atrocità contemporanee sono sempre più incalzanti e disumane. La difesa della Patria non si esaurisce con l’utilizzo delle armi, ma si difende costruendo la pace, combattendo le ingiustizie e riconoscendo nell’altro i nostri stessi diritti”.