Teggiano, Medaglia d’Onore alla memoria di Giuseppe Manzolillo: il tributo al deportato nei lager nazisti

Scritto il 04/11/2026
da Erminio Cioffi

Il Presidente della Repubblica conferisce la Medaglia d’Onore alla memoria di Giuseppe Manzolillo, eroe di Teggiano internato nei lager nazisti

Un riconoscimento solenne per ricordare il sacrificio e le sofferenze di un uomo che visse in prima persona gli orrori della Seconda guerra mondiale. Il Presidente della Repubblica ha conferito alla memoria di Giuseppe Manzolillo — nato a Teggiano il 4 gennaio 1923 e scomparso nel 1997 — la Medaglia d’Onore destinata ai cittadini italiani internati nei campi di prigionia nazisti e destinati al lavoro coatto.

La consegna del prestigioso riconoscimento si è tenuta a Salerno, nel corso delle celebrazioni ufficiali per il Giorno dell’Unità Nazionale e la Giornata delle Forze Armate, alla presenza delle massime autorità civili e militari. Una storia di guerra, deportazione e coraggio, custodita a lungo nella memoria familiare, viene oggi restituita all’intera comunità attraverso un tributo ufficiale dello Stato italiano.

Dalla chiamata alle armi all’armistizio dell’8 settembre 1943

La vicenda militare di Giuseppe Manzolillo inizia nel 1942 con la chiamata alle armi. Dopo l’ingresso nella Scuola della Milizia Nazionale Portuaria e il completamento dell’addestramento a Sabaudia, il giovane di Teggiano fu destinato al Reparto Mobilitato di Fiume, dove prestò servizio operativo durante le fasi acute del conflitto.

L’esistenza di Manzolillo cambiò in modo drammatico all’indomani dell’armistizio dell’8 settembre 1943. Catturato dalle truppe tedesche durante la disarticolazione delle forze armate italiane, venne deportato e internato nel campo di prigionia di Zagabria, dove fu sottoposto a durissimi regimi di lavoro coatto.

La prigionia nei campi di concentramento e il difficile rientro a Teggiano

La detenzione sotto il controllo tedesco si protrasse fino al 14 aprile 1945. Tuttavia, la sua odissea non si concluse con la sconfitta del Terzo Reich: prima di poter rientrare in patria, Manzolillo venne ulteriormente trattenuto dalle forze slave.

Il ritorno in Italia avvenne soltanto il 24 dicembre 1946, con lo sbarco al porto di Ancona. Dopo oltre tre anni di lontananza, privazioni e sofferenze, l’ex internato poté finalmente riabbracciare i propri familiari nel Cilento.

Il valore formale della condotta e la consegna della Medaglia d’Onore a Salerno

A testimoniare l’esemplarità della sua condotta sono i ruoli matricolari ufficiali, nei quali si attesta espressamente l’assenza di qualsiasi responsabilità o addebito per le circostanze della cattura e per il comportamento tenuto durante il periodo di prigionia. Già nel 1967, il Distretto Militare di Salerno gli aveva conferito la Croce al Merito di Guerra.

Il nuovo tributo concesso dalla Presidenza della Repubblica rappresenta il completamento di un percorso di memoria istituzionale. La Medaglia d’Onore, ritirata dai familiari nel corso della cerimonia salernitana, costituisce un momento di forte emozione e orgoglio per la famiglia Manzolillo e per la comunità di Teggiano.