La tutela della biodiversità e le strategie per uno sviluppo sostenibile dei territori montani e costieri sono al centro di Naiadi 2026, la manifestazione promossa dal Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegresi in programma dal 5 al 7 novembre a Nemoli, in provincia di Potenza. Nella cornice del Lago Sirino, l’evento chiama a raccolta istituzioni, mondo accademico, enti di ricerca e amministratori locali per un confronto sul futuro delle riserve naturali italiane.
Tra mari e monti: il confronto tra le aree protette
Un momento centrale della tre giorni è il tavolo di dibattito intitolato “Tra Mari e Monti – Le aree protette patrimonio nazionale”, a cui prendono parte anche il Presidente e il Direttore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. L’incontro rappresenta una piattaforma di dialogo estesa a presidenti, commissari e delegati di parchi nazionali, parchi regionali, aree marine protette e associazioni ambientaliste.
La discussione mette in rete le esperienze gestionali di un vasto patrimonio naturalistico che si snoda dal Cilento al Pollino, dal Matese alla Sila, fino a toccare la Murgia Materana e il Vulture. L’obiettivo è armonizzare i modelli di salvaguardia del paesaggio e della cultura locale, consolidando il ruolo dei parchi come presidi ambientali e sociali per il Paese.
L’iniziativa Parchi del Sud – Link building per la sostenibilità
Nel corso degli incontri di Nemoli viene analizzata l’evoluzione dell’accordo “Parchi del Sud – Link building”, sottoscritto nel 2025. Questa cooperazione interistituzionale ha strutturato una rete tra quattro parchi nazionali per sviluppare un’offerta turistica integrata, valorizzando itinerari tematici, ciclovie, cammini e infrastrutture verdi.
Il progetto coinvolge un’area complessiva di oltre 500.000 ettari distribuita tra Campania, Basilicata e Calabria. L’intesa mira a incentivare forme di fruizione rispettose delle identità territoriali, salvaguardando il patrimonio naturale ed ecologico dell’Appennino meridionale.
Le voci dei protagonisti della cooperazione turistica e ambientale
Sull’importanza strategica della sinergia tra enti gestori si è espresso il Presidente Giuseppe Coccorullo, che ha sottolineato l’impatto economico e sociale della cooperazione:
“Un’esperienza concreta che dimostra come la cooperazione tra le aree protette possa diventare uno strumento strategico non soltanto per rafforzare le politiche di conservazione ambientale, ma anche per costruire nuove prospettive di sviluppo economico e turistico, capaci di generare valore per le comunità locali”
Il Direttore Romano Gregorio ha rimarcato la necessità di superare i vincoli geografici e amministrativi nella gestione della natura:
“Il confronto di Nemoli rappresenta dunque un’importante occasione per rilanciare una visione condivisa del sistema delle aree protette: realtà chiamate a lavorare in rete, superando i confini amministrativi e territoriali, per tutelare il patrimonio naturale e promuovere modelli di sviluppo fondati sulla sostenibilità, sulla valorizzazione delle identità locali e sulla collaborazione istituzionale.”
L’appuntamento di Nemoli si conferma così un punto di riferimento per la definizione delle nuove linee guida in materia di governance ambientale e valorizzazione delle aree protette del Mezzogiorno.