Quello che doveva essere un pomeriggio di sport allo stadio Esposito di Ceraso si è trasformato in uno scenario di violenza, almeno stando a quanto evidenziato dal giudice sportivo. La sfida della fase finale del campionato Under 16 FIGC tra la D’Angelo Soccer School e il Bes Vietri, conclusasi sul campo con il punteggio di 3-1 in favore della compagine di Ascea, è stata oscurata da episodi disciplinari esplosi al termine dell’incontro. Il verdetto del campo è passato in secondo piano dinanzi alla furia agonistica degenerata in rissa, portando le autorità ad adottare provvedimenti di estrema severità.
L’aggressione all’arbitro e la rissa generale
Secondo quanto ricostruito nel provvedimento ufficiale, la tensione è precipitata subito dopo il triplice fischio. Il clima, già surriscaldato durante i novanta minuti, è sfociato in una rissa generale che ha coinvolto diversi tesserati. L’episodio più allarmante ha riguardato un calciatore, già espulso nel corso del match, il quale si è reso protagonista di un contatto fisico diretto con il direttore di gara: l’atleta avrebbe infatti spintonato l’arbitro colpendolo con le mani al petto, per poi partecipare attivamente alla colluttazione finale con calci e pugni.
Squalifiche esemplari e inibizioni
La giustizia sportiva ha risposto con fermezza. Per il calciatore protagonista dell’aggressione è stata disposta una squalifica fino al 17 aprile 2028, accompagnata dalla prima diffida ufficiale. Anche l’assistente arbitrale è stato colpito da un provvedimento di diffida. La mano pesante ha coinvolto altri quattro giovani atleti, due della D’Angelo Soccer School e due del Bes Vietri, squalificati fino al 31 maggio per la partecipazione attiva ai tafferugli. Un ulteriore giocatore della squadra vietrese è stato fermato per recidiva in ammonizioni.
Sanzionata la condotta dell’allenatore
Il bilancio disciplinare si aggrava ulteriormente guardando alle panchine. L’allenatore del Bes Vietri è stato sanzionato per aver preso parte, stando al referto, agli episodi di violenza. La sua condotta è stata giudicata offensiva e aggressiva nei confronti del direttore di gara, con l’aggravante di un presunto gesto di sputo. Una domenica che lascia dunque un’eredità pesante per il calcio giovanile campano.

