La finale dei playoff di Prima Categoria, disputata in casa dello Sporting Palomonte, si è conclusa con un grave episodio di cronaca che oscura il risultato sportivo. Nonostante il successo sul campo dell’Atletico Pisciotta, vittorioso per 2-1, il clima è precipitato al termine dell’incontro. All’uscita dal rettangolo di gioco, la squadra ospite e lo staff tecnico sono stati bersagliati da sputi e minacce pareprovenienti dalla tifoseria locale, preludio a una presunta aggressione ancora più violenta verificatasi poco dopo.
L’aggressione all’esterno dell’impianto sportivo
La tensione è degenerata definitivamente negli spazi esterni allo stadio. Stando alle prime ricostruzioni dei fatti, un gruppo composto da circa cinquanta persone, presumibilmente sostenitori della squadra di casa, avrebbe teso un agguato ai tesserati della formazione cilentana mentre questi si accingevano ad abbandonare la struttura. La situazione è rapidamente sfuggita al controllo, trasformando una celebrazione agonistica in un momento di estremo pericolo per i partecipanti.
Ferito un calciatore cilentano
Durante i disordini, ad avere la peggio è stato un centrocampista dell’Atletico Pisciotta, il quale sarebbe stato raggiunto da un pugno alla testa. Il calciatore ha ricevuto le prime cure mediche sul posto dai sanitari già impegnati nel servizio d’ordine della gara. Successivamente, si è reso necessario il trasferimento in ospedale tramite ambulanza per svolgere gli accertamenti clinici necessari a valutare l’entità del trauma.
Indagini in corso per identificare i responsabili
Le forze dell’ordine sono attualmente al lavoro per fare piena luce sulla dinamica dell’accaduto. Gli inquirenti stanno raccogliendo testimonianze ed elementi utili per risalire all’identità degli aggressori che hanno partecipato al raid. La posizione del calciatore ferito resta sotto osservazione medica, mentre il mondo dello sport locale attende che venga fatta giustizia per un pomeriggio in cui la violenza ha preso il sopravvento sui valori della competizione.

