Si torna a parlare del brutale delitto di Silvia Nowak a Castellabate. Il compagno Kai Dausel, accusato di omicidio aggravato e distruzione di cadavere, ha iniziato uno sciopero della fame direttamente dal carcere di Ariano Irpino in cui è detenuto dallo scorso dicembre.
La protesta
L’uomo, connazionale della 53enne tedesca trovata senza vita il 18 ottobre ad Ogliastro Marina a pochi passi dall’abitazione che la coppia condivideva, ha deciso di intraprendere questa forma di protesta per sollecitare la Procura ad essere nuovamente ascoltato sull’omicidio della Nowak e continuare a ribadire la sua innocenza. A confermare tale posizione è l’avvocato del Dausel, Felice Carbone. Nel corso dell’udienza al Tribunale del Riesame l’uomo aveva già fornito la sua versione dei fatti, ma aveva preferito, insieme al suo legale, di non richiedere la scarcerazione per ricevere le necessarie cure mediche a causa di alcune condizioni di salute preesistenti.