Innovazione tecnologica e tradizione rurale si incontrano a Cannalonga per dare nuova linfa vitale a uno dei settori storici del territorio: l’allevamento. Con la delibera di Giunta n. 107 del 14 novembre 2025, l’amministrazione guidata dal sindaco Carmine Laurito ha ufficializzato l’adesione al progetto “Cilento Smart Villages“, un’iniziativa ambiziosa che mira a intercettare i fondi del bando regionale SRG07 per la cooperazione e lo sviluppo rurale.
Un’alleanza per la zootecnia cilentana
Il progetto nasce dalla necessità di sostenere le filiere regionali in difficoltà, con particolare attenzione all’allevamento allo stato brado e semibrado, settori che soffrono di criticità storiche pur rappresentando un presidio fondamentale per il territorio.
La strategia, coordinata dalla Comunità Montana Gelbison e Cervati in qualità di ente capofila, vede la partecipazione attiva anche dei comuni limitrofi come Novi Velia e Vallo della Lucania, creando una rete di “Smart Villages” capace di affrontare le sfide del mercato moderno.
L’iniziativa punta a ottenere contributi in conto capitale che variano dal 60% al 100%, nell’ambito di progetti integrati di filiera che possono raggiungere un valore complessivo fino a 4 milioni di euro.
Il rilancio del Foro Boario e nuovi servizi per gli allevatori
Per Cannalonga, l’adesione al partenariato non è solo un atto formale, ma si traduce in interventi strutturali concreti. La delibera approvata prevede infatti la predisposizione della riqualificazione del Centro Fieristico – Foro Boario situato in località Piano d’Orria. L’obiettivo è trasformare parte della struttura, affidandola all’Ente Fiera, in un polo per le attività di formazione e consulenza legate proprio al progetto “Cilento Smart Villages“.
Le necessità emerse durante gli incontri preliminari con gli allevatori dell’area “ex promiscua” sono chiare: servono mezzi meccanici idonei per la cura dei pascoli e attrezzature specifiche per la tutela della biodiversità. L’adesione al progetto permetterà di ampliare la dotazione economica per soddisfare queste richieste e promuovere la cultura pastorale, sfruttando anche servizi avanzati messi a disposizione dal capofila, come una sala radio dotata di droni per il monitoraggio ambientale.

