Un nuovo tentativo di truffa ha scosso la comunità di Aquara nella mattinata di oggi. Intorno alle ore 11:00 una telefonata è arrivata a casa della famiglia Amendola, residenti nel centro alburnino, a rispondere una signora, madre di due figli adulti, che si è sentita dire, dall’altro capo del telefono, che uno dei suoi figli aveva avuto un incidente. La signora è stata sveglia e tempestiva in quanto ha iniziato subito a sospettare della veridicità della notizia.
Il racconto
“Lì per lì mia mamma si è spaventata per me, visto che mia sorella Angela, in quel momento, si trovava a casa, ma ha avuto la prontezza di chiamare mio padre e digitare subito il mio numero dal cellulare visto che la telefonata era stata fatta al telefono fisso” ha raccontato Leonardo, figlio della coppia che, nel rispondere, ha subito rassicurato i genitori dando, allo stesso tempo, conferma che si trattasse di una truffa.
I truffatori hanno provato lo stesso a convincere la coppia, spacciandosi per un maresciallo e presentandosi con un nome a caso prima di capire che il tentativo di ingannarli non stava andando a buon fine e chiudere tempestivamente la telefonata. “La nostra esperienza serva a far capire a tutti che bisogna mantenere la lucidità e non spaventarsi davanti a certe telefonate, denunciate e informate gli anziani” l’appello di Angela Amendola. Il caso è stato immediatamente denunciato ai Carabinieri della loca Stazione coordinati dal Maresciallo Pierpaolo Coppola e al Comando della Compagnia di Agropoli guidata dal Cap. Giuseppe Colella.
Il secondo caso
Da Aquara, sempre nella mattinata odierna, un altro tentativo di truffa a danno di una persona anziana e con la stessa identica dinamica è stato sventato e casi simili si sono verificati anche nel vicino comune di Corleto Monforte tanto che dalla Casa Comunale, guidata dal Sindaco, Filippo Ferraro, è stato diramato l’appello a non consegnare soldi e beni di valore a sconosciuti e di denunciare ogni richiesta sospetta.
Il modus operandi
A quanto pare una banda di malviventi, oggi, aveva preso di mira il territorio alburnino, lo stesso in cui, tempo fa, una coppia di anziani, di Ottati precisamente, fu privata, con la medesima truffa, di soldi e oggetti di valore.
Il modus operandi utilizzato dai truffatori è ormai noto: contattano le vittime fingendo che un figlio o un nipote sia rimasto coinvolto in un grave incidente stradale con l’obiettivo di generare panico immediato per spingere le vittime a consegnare denaro o gioielli come cauzione o risarcimento urgente per evitare guai legali al familiare.
La raccomandazione
“Consiglio ai malcapitati di chiedere all’interlocutore alcune informazioni come, ad esempio, quali Carabinieri sono, di quale Stazione, a quale figlio fanno riferimento, dove sarebbe avvenuto l’incidente perché spesso queste persone sanno solo il cognome e l’indirizzo di coloro che intendono truffare e anche se riescono a carpire più informazioni e a riferirle non bisogna dare mai soldi a sconosciuti” ha continuato Angela per mettere in guardia tutti.
La famiglia ha anche chiesto il tabulato telefonico delle chiamate in entrata nel tentativo di risalire al numero dei malviventi sperando di poterli identificare e denunciare.

