“C’è chi viaggia per arrivare. E c’è chi cammina per incontrare“. Adrian Ruiz Pelayo, 35 anni, spagnolo, già ospite negli studi di InfoCilento, appartiene alla seconda categoria: quella di chi sceglie l’incontro, l’ascolto, la fiducia.
Il viaggio del “pellegrino giramondo”
Dallo scorso aprile è in cammino a piedi, partito da Palermo dopo essere atterrato da Marbella, attraversando l’Italia con uno zaino sulle spalle e il cuore aperto alla Provvidenza. Un pellegrinaggio dal sapore antico, quasi medievale, che oggi più che mai parla al presente.
Il suo progetto si chiama: “Un camino por descubrir”, un cammino per scoprire. In Spagna lo hanno ribattezzato affettuosamente “l’influencer del bene”, perché attraverso i suoi canali social racconta non solo i chilometri percorsi, ma soprattutto i volti, le mani tese, le storie di umanità incontrate lungo la strada.
Le parole di Adrian
Adrian non chiede denaro: chiede solo acqua, cibo e un posto dove riposare. E in cambio riceve molto di più: fiducia, accoglienza, fraternità. «Ho sperimentato sulla mia pelle che dell’essere umano ci si può fidare», racconta. In un tempo spesso segnato dalla diffidenza, il suo cammino diventa un messaggio potente e controcorrente.
L’incontro con Papa Leone XIV
Mercoledì 7 gennaio, il suo viaggio ha vissuto un momento di grazia speciale: l’incontro con Papa Leone XIV durante l’udienza generale. Il Pontefice, dopo la catechesi, ha ascoltato la sua storia, il racconto di mesi vissuti “alla giornata”, affidandosi alla bontà degli sconosciuti.
Adrian lo dice con semplicità, ma con parole che brillano come pietre preziose: «Ho vissuto il Giubileo della speranza come un giubileo dell’accoglienza».
Al termine dell’udienza, il Papa ha rivolto un saluto anche ai fedeli rimasti nel cortile del Petriano: «La pace sia con voi. Dio benedice tutti coloro che lo cercano con il cuore aperto. La benedizione di Dio vi accompagni sempre».
La piantina benedetta dal Papa
Parole che sembrano cucite addosso al cammino di Adrian, fatto di cuori aperti e passi fiduciosi. Nel suo zaino, oltre al necessario per sopravvivere, Adrian porta con sé un simbolo forte: una piantina di cipresso sempreverde, la stessa specie del legno utilizzato, secondo la tradizione, per la croce di Cristo. Ha chiesto al Papa di benedirla.
Il suo desiderio è portarla fino al monastero francescano di Santo Toribio de Liébana, in Spagna, dove è custodita una reliquia della Santa Croce. Un gesto che unisce cammino, fede e memoria, radicando il viaggio non solo nella strada, ma anche nella spiritualità.
Le prossime tappe
Dopo la benedizione del Papa, Adrian proseguirà verso Assisi, mantenendo una promessa fatta a se stesso: digiunerà fino alla tomba di San Francesco, per poi continuare il suo cammino fino a Venezia.
Tra viaggi e “cammino interiore”
Il suo non è solo un viaggio geografico. È un cammino interiore, un pellegrinaggio che parla di fiducia, di essenzialità, di speranza concreta. In un mondo che corre, Adrian sceglie di andare piano. In un mondo che chiude, lui sceglie di aprire. In un mondo che spesso alza muri, lui costruisce ponti, passo dopo passo.
E forse è proprio questo il miracolo più grande del suo cammino: ricordarci che, nonostante tutto, la bontà esiste, cammina accanto a noi e aspetta solo di essere riconosciuta.

