Negli ultimi giorni il dibattito politico ad Ascea si è acceso attorno a un tema che tocca da vicino la quotidianità di ogni cittadino: lo stato della rete viaria. Il gruppo di minoranza “Ascea in testa” ha diffuso una nota al vetriolo in cui contesta duramente le recenti decisioni del primo cittadino, accusandolo di aver scoperto il problema del dissesto stradale con un tempismo sospetto e, soprattutto, con un approccio ritenuto incoerente.
Il blocco dei cantieri per la fibra ottica
Tutto ha avuto inizio con l’annuncio, da parte dell’amministrazione comunale, della sospensione delle autorizzazioni agli scavi per la posa della fibra ottica. Una decisione motivata dai ripristini approssimativi effettuati dalle ditte incaricate da Open Fiber, che metterebbero a rischio la sicurezza stradale.
Secondo l’opposizione, tuttavia, questo provvedimento non sarebbe il frutto di una strategia programmata per la tutela del territorio, quanto piuttosto una “imitazione tardiva” di scelte amministrative prese in altri comuni e nello specifico a Bacoli. “Si copia il gesto, non la politica; la forma, non la sostanza”, dichiarano i rappresentanti di Ascea in testa, sottolineando come l’indignazione istituzionale sembri scattare solo ora e solo in relazione a soggetti esterni.
Le buche storiche dimenticate dall’amministrazione
Il cuore della critica mossa dalla minoranza riguarda la presunta parzialità dell’amministrazione nel valutare il degrado delle strade. Sebbene sia legittimo denunciare lavori eseguiti male dai privati, il gruppo consiliare solleva una domanda inevitabile: quale sorte spetta al resto della rete viaria comunale?
Le strade di Ascea vengono descritte come una vera e propria “gruviera”, segnata da criticità che nulla hanno a che fare con i recenti scavi tecnologici. Il comunicato elenca diverse zone critiche che verserebbero in condizioni di estrema precarietà:
• Via della Vecchia Fontana: descritta con un asfalto ormai quasi del tutto scomparso.
• Via Sant’Antonio: paragonata a un percorso a ostacoli per chiunque provi a percorrerla.
• Corso Elea: dove la pavimentazione sconnessa e le pietre divelte rappresentano un pericolo costante per pedoni, anziani e passeggini.
Una relazione tecnica sotto accusa
L’amministrazione ha supportato il blocco degli scavi citando una relazione della Polizia Locale, completa di documentazione fotografica. La minoranza, però, ironizza sull’accuratezza di tali rilievi, chiedendosi se nelle foto siano finite anche le buche storiche del paese o se l’obiettivo si sia concentrato esclusivamente sul “dissesto altrui”.
La polemica punta a evidenziare la mancanza di una manutenzione ordinaria costante e di una programmazione seria. Secondo Ascea in testa, la sicurezza e il decoro urbano non dovrebbero essere utilizzati “a intermittenza” o per inseguire titoli di giornale, ma dovrebbero essere il pilastro di una visione complessiva del territorio che, al momento, sembrerebbe mancare.
Infine un richiamo alla responsabilità amministrativa: prima di puntare il dito contro i cantieri della fibra, l’amministrazione dovrebbe preoccuparsi dello stato di abbandono in cui versano le arterie che non vedono interventi da anni.

