L’ondata di virus respiratori stagionali sta colpendo l’Azienda ospedaliera universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno. La pressione sui pronto soccorso e sui percorsi assistenziali ha raggiunto livelli tali da evocare i momenti più critici della pandemia. Il grido d’allarme che circola tra le corsie è inequivocabile: l’attuale emergenza influenza sta riportando il sistema sanitario a una gestione simile a quella dell’era Covid.
Le misure straordinarie dell’azienda
Per gestire l’eccezionale afflusso di pazienti, il direttore generale dimissionario Vincenzo Verdoliva ha disposto l’attivazione immediata dell’unità di crisi aziendale. Attraverso una serie di provvedimenti urgenti, validi fino al 31 gennaio, l’azienda mira a decongestionare i presidi ospedalieri e a garantire l’assistenza ai casi più gravi.
Il pilastro del nuovo piano d’emergenza è la sospensione delle attività di elezione. Sono stati bloccati tutti i ricoveri programmati, con l’unica fondamentale eccezione per le patologie oncologiche non differibili e per gli interventi chirurgici d’urgenza. L’obiettivo è liberare risorse e spazi per far fronte ai ricoveri legati alle complicazioni respiratorie che stanno saturando i reparti.
Gestione dei posti letto e dimissioni rapide
Un altro punto importante della strategia riguarda il turnover dei pazienti. Le unità operative sono state istruite ad accelerare le dimissioni “ad horas” per tutti i soggetti clinicamente dimissibili, garantendo la continuità delle uscite sette giorni su sette, nella fascia oraria 08:00-20:00.
Per i pazienti che necessitano di assistenza post-ospedaliera, le procedure saranno velocizzate tramite la piattaforma Cot, che permetterà di attivare le dimissioni protette in collaborazione con le Asl di riferimento. Parallelamente, si sta lavorando per ridurre i tempi di attesa nei pronto soccorso: la disposizione prevede il rapido “sbarellamento” dei pazienti verso i posti letto disponibili o, in casi di estrema necessità, verso posti tecnici aggiuntivi attivati sotto stretto coordinamento medico.
La riorganizzazione del personale
Al centro della tenuta del sistema resta il personale sanitario, già provato dal carico di lavoro. Le direzioni mediche sono state incaricate di valutare una redistribuzione strategica degli operatori, favorendo il potenziamento dei pronto soccorso. Questo comporterà una rimodulazione temporanea dei turni, sempre nel rispetto dei contratti vigenti, per assicurare che i punti di primo accesso siano costantemente presidiati durante questo picco epidemiologico.

