Il dibattito sul futuro dell’aeroporto “Salerno Costa d’Amalfi” torna ad accendersi, portando in primo piano le tensioni tra le istituzioni locali e la società di gestione dello scalo. Al centro della questione ci sono le recenti dichiarazioni di Giuseppe Lanzara, sindaco di Pontecagnano Faiano e consigliere provinciale del Partito Democratico, che ha espresso forti preoccupazioni per l’attuale fase di stallo della struttura.
Una gestione privata sotto esame
Nonostante l’entusiasmo iniziale per l’apertura ai voli commerciali di linea avvenuta nell’estate del 2024, il panorama attuale appare più incerto. La cancellazione di diverse rotte ha spinto Lanzara a puntare il dito contro la Gesac, la società che gestisce sia l’aeroporto di Napoli Capodichino sia quello di Salerno.
Secondo il primo cittadino, il tempo dell’attesa è finito: «Gesac deve dimostrare forza, coraggio e capacità di investire», ha dichiarato Lanzara. Il concetto espresso è chiaro: non si può più fare affidamento esclusivamente sulle risorse statali. «Basta pensare che i finanziamenti pubblici debbano arrivare a pioggia», ha rincarato la dose, sottolineando come il gestore privato debba ora assumersi la responsabilità imprenditoriale del rilancio.
L’impegno del pubblico e il monito alla società
Lanzara ha tenuto a rivendicare il lavoro svolto finora dagli enti locali e nazionali. Dallo Stato alla Regione Campania, fino ai Comuni del territorio, lo sforzo per rendere operativo lo scalo è stato imponente. Gli investimenti hanno riguardato non solo l’infrastruttura aeroportuale vera e propria, ma tutto l’indotto circostante.
Tra i “miracoli” citati dalla politica figurano la pubblicazione dei bandi per il servizio taxi, gli investimenti strutturali sulle strade provinciali limitrofe, la cessione di competenze amministrative per velocizzare i lavori sulla viabilità.
A fronte di questa mobilitazione pubblica, la reazione di Gesac è stata definita dal sindaco come una sorta di torpore: «A volte sembra dormire in piedi».
Le sfide per il territorio
L’aeroporto di Salerno non è solo un’infrastruttura di trasporto, ma il perno su cui dovrebbe ruotare lo sviluppo turistico della Costa d’Amalfi e del Cilento. Tuttavia, la sostenibilità economica dei voli rimane un nodo critico. Se da un lato l’allungamento della pista e il nuovo terminal (previsti per completarsi entro il 2026-2027) promettono di attirare grandi vettori internazionali, dall’altro la continuità operativa nel breve termine è messa a rischio dalla fragilità delle rotte attuali.
La richiesta di Lanzara riflette un timore diffuso nel salernitano: che lo scalo possa restare una “eterna promessa” se il gestore privato non accelererà sulla promozione commerciale e sul consolidamento delle partnership con le compagnie aeree.

