A quasi due mesi dall’elezione di Roberto Fico alla presidenza della Regione Campania, la nuova amministrazione si trova in una fase di complessa gestione burocratica e politica. Nonostante l’attività del Consiglio sia iniziata, con la prossima seduta fissata per il 21 gennaio per la presentazione ufficiale degli assessori, la Giunta regionale non si è ancora riunita.
Questo ritardo è in parte dovuto alla necessità di risolvere questioni procedurali, come il caso relativo a Enzo Cuomo, sindaco dimissionario di Portici. Al momento, l’azione amministrativa di Fico è limitata all’emanazione di decreti presidenziali, mentre le direzioni generali procedono tramite determine. Tuttavia, il vero nodo che blocca l’attività politica e il supporto agli staff è l’assenza del bilancio di previsione.
Il nodo del bilancio e le priorità del presidente
Senza l’approvazione del bilancio, l’attività dei gruppi consiliari e degli assessorati resta di fatto paralizzata. Sebbene gran parte del documento contabile sia stato ereditato dalla precedente gestione di Vincenzo De Luca, il presidente Fico intende imprimere una netta discontinuità politica.
Tra le priorità segnalate dal nuovo governatore figurano interventi mirati sull’assistenza alle famiglie di minori autistici, tema già simbolicamente affrontato con la riapertura di un centro ad Avellino. Fico sta inoltre studiando i dossier relativi alla sanità territoriale e intende contrastare il dimensionamento scolastico imposto dal governo centrale, cercando di evitare il taglio dei plessi anche a costo di un commissariamento, seguendo il modello dell’Emilia-Romagna. Tuttavia, come sottolineato nel dibattito interno, “sine pecunia ne cantantur missae”, a conferma che senza la quadratura dei conti nessuna riforma potrà essere operativa.
La mozione sul salario minimo
In questo scenario di attesa, la prima e unica mozione protocollata in Consiglio regionale riguarda il salario minimo. La proposta è stata presentata da Davide D’Errico, esponente della Lista Fico, con l’obiettivo di dare seguito agli impegni assunti durante la campagna elettorale. Si tratta di un segnale politico forte che mira a mantenere la coerenza con il programma presentato agli elettori.
Lo scontro sulle presidenze delle commissioni
Mentre il presidente del Consiglio regionale, Massimiliano Manfredi, lavora per mediare tra le diverse anime della coalizione, il cosiddetto “campo largo” appare diviso sulla spartizione delle otto commissioni permanenti. La ripartizione prevede tre presidenze al Partito Democratico e una ciascuna a Movimento 5 Stelle, Lista Fico, Socialisti, A testa Alta e Casa Riformista, lasciando attualmente esclusi Alleanza Verdi e Sinistra e i rappresentanti mastelliani.
La tensione è alta soprattutto per quanto riguarda la Commissione Trasporti. La Lista Fico punta su Nino Simeone, ma trova la ferma opposizione dei fedelissimi dell’ex governatore. In particolare, “Luca Cascone, per 10 anni assessore-ombra di Vincenzo De Luca, pretenderebbe di restare su quella poltrona” o, in alternativa, di favorire l’ex presidente del Consiglio Gennaro Oliviero. Quest’ultimo, tuttavia, potrebbe virare sulle Attività Produttive, entrando in rotta di collisione con il socialista Giovanni Mensorio.
Sanità e bilancio: le altre contese
Anche la Commissione Sanità è al centro di una disputa a tre: il Movimento 5 Stelle ne rivendica la presidenza in quanto partito del governatore, ma sulla stessa posizione insistono Bruna Fiola (Pd) e il gruppo di Casa Riformista. Su quest’ultimo fronte pesa la posizione dell’uscente Enzo Alaia, coinvolto in un’indagine giudiziaria riguardante presunte irregolarità in concorsi dell’Asl di Salerno.
Infine, per la Commissione Bilancio, la sfida è tutta interna al Partito Democratico, con il confronto tra Franco Picarone e Corrado Matera. Resta da vedere come la mediazione di Manfredi riuscirà a comporre un quadro che appare ancora estremamente frammentato, rallentando la piena operatività della nuova legislatura campana.

