Riflettori accesi, nuovamente, sulle fonderie Pisano a Salerno. Si è svolta ieri la conferenza dei servizi per il riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale all’impianto. La Regione ha fissato al 18 febbraio la data per le determinazioni conclusive: l’azienda ha 20 giorni di tempo per adeguarsi alle prescrizioni ambientali, riducendo emissioni e impatti, e applicare le Bat, pena il rischio di perdere l’AIA e la possibile chiusura dello stabilimento di Fratte.
La dichiarazione
Il tavolo è stato presieduto dall’assessore regionale all’Ambiente, Claudia Pecoraro. «Nel corso dell’incontro sono stati definiti parametri rigorosi e vincolanti per l’adeguamento ambientale dell’azienda in ottemperanza alla sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che ha condannato l’Italia e le istituzioni territoriali per violazione dell’articolo 8», ha sottolineato l’esponente della Giunta Fico. «Il rispetto dei diritti non è un’opzione, è per noi una priorità. Il tavolo si è aggiornato al prossimo 18 febbraio, quando si procederà alle determinazioni conclusive, avuto riguardo delle integrazioni richieste. Continueremo a lavorare con determinazione per coniugare legalità, tutela della salute e sviluppo sostenibile del nostro territorio».
Le criticità
Critiche sono emerse per l’assenza di ASL e del Comune di Salerno – che aveva delegato il consigliere comunale Arturo Iannelli, la cui partecipazione non è stata considerata valida. Da Palazzo di Città, ha fatto saper e il presidente della commissione ambiente Arturo Iannelli, dovrebbe arrivare m un parere “negativo” e quindi contrario ad ospitare le Fonderie Pisano nell’attuale sede di Fratte. L’azienda, rappresentata da Ciro Pisano, non ha nascosto il malcontento per la mancata individuazione di un’area dove poter delocalizzare nella zona industriale di Salerno. Al vaglio il possibile trasferimento a Foggia.

