Maxi sequestro a Salerno: frode sui bonus edilizi per oltre 14 milioni di euro

Scritto il 16/01/2026
da Redazione Infocilento

Società di trasporti accusata di aver compensato debiti tributari con crediti d'imposta inesistenti, coinvolgendo prestanome e consulenti in un complesso sistema di riciclaggio fiscale

La Guardia di Finanza di Salerno ha dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo, emesso dal GIP su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di una società di trasporti salernitana accusata di aver utilizzato crediti d’imposta inesistenti. L’operazione ha portato al blocco di somme, beni e crediti per un valore complessivo di 14.168.471,21 euro.

Il meccanismo della frode e le contestazioni

L’inchiesta, coordinata dalla Procura guidata dal Procuratore Vicario Rocco Alfano, è nata da una verifica fiscale condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Salerno. Secondo l’ipotesi investigativa, l’azienda avrebbe commesso il reato di indebita compensazione di debiti tributari utilizzando finti bonus edilizi per abbattere le imposte dovute per gli anni 2022 e 2023.

Le indagini hanno rivelato che la società acquistava crediti d’imposta da circa 90 soggetti diversi, pagandoli solo il 60% del loro valore nominale. Questi crediti venivano poi inseriti in bilancio come “proventi vari” e utilizzati per compensare i pagamenti dovuti all’Erario, permettendo all’impresa di ottenere un duplice vantaggio: il mancato versamento delle tasse e un’alterazione del risultato d’esercizio con il conseguimento di utili fittizi.

I segnali d’allarme e le “teste di legno”

Gli inquirenti ritengono che la società fosse pienamente consapevole dell’inesistenza di tali crediti, vista la natura dei soggetti cedenti. Tra le anomalie riscontrate dai finanzieri figurano: Aziende cedenti di recente costituzione, spesso evasori totali e prive di dipendenti o capitali adeguati ai lavori dichiarati; amministratori (spesso semplici “teste di legno”) privi di competenze nel settore edilizio, tra cui una donna che si era dichiarata “casalinga”; documentazione tecnica carente, con documenti d’identità palesemente contraffatti e asseverazioni di congruità delle spese identiche per aziende diverse.

Cinque indagati tra vertici e consulenti

Oltre al rappresentante legale della società di trasporti, le indagini coinvolgono altre quattro persone: l’amministratore di fatto, il responsabile amministrativo e due consulenti che avrebbero agevolato le operazioni di compravendita dei crediti fittizi.

Il provvedimento cautelare è attualmente al vaglio dell’autorità giudiziaria e le accuse dovranno essere confermate nelle fasi successive del procedimento.