La fine di un incubo giudiziario lungo tredici anni segna un punto di svolta per la comunità di Battipaglia. L’assoluzione dell’ex sindaco Giovanni Santomauro e dei funzionari comunali coinvolti nelle indagini dell’epoca chiude una ferita aperta che ha segnato profondamente il tessuto politico e sociale della città.
La soddisfazione dell’amministrazione attuale
L’attuale sindaca, Cecilia Francese, ha accolto con estremo favore la sentenza, sottolineando come questa decisione dei giudici non rappresenti solo una vittoria legale per i singoli individui coinvolti, ma un atto di giustizia per l’intera cittadinanza. Secondo la prima cittadina, il verdetto restituisce finalmente dignità all’uomo e all’amministratore, cancellando accuse che per anni hanno pesato come un macigno sulla reputazione di Santomauro.
Un territorio liberato dall’ombra della camorra
Uno dei punti centrali del commento della sindaca riguarda l’immagine stessa di Battipaglia. La vicenda giudiziaria aveva portato a dipingere il comune come un nuovo “feudo camorristico” della Campania, una narrazione che portò al drastico provvedimento dello scioglimento dell’ente per infiltrazioni mafiose.
Francese ricorda con fermezza che l’amministrazione non ha mai condiviso tale lettura della realtà locale:
«Non abbiamo mai creduto a questa infamante accusa. Non a caso, a suo tempo, producemmo un ricorso al TAR contro lo scioglimento del Comune.»
Le conseguenze di un lungo commissariamento
La sentenza di assoluzione riaccende il dibattito sugli effetti del commissariamento, durato ben tre anni. Quel periodo, secondo la sindaca, ha paralizzato la vita amministrativa di una città di oltre 50 mila abitanti, relegandola a un ruolo marginale nel contesto provinciale e rallentandone lo sviluppo.
La critica non è rivolta alla magistratura — verso la quale viene ribadita piena fiducia — ma alla strumentalità della “gogna” mediatica e politica a cui furono esposti i tecnici e i funzionari comunali.
Il peso del tempo e la solidarietà
Nonostante la conclusione positiva, resta l’amarezza per i tempi della giustizia. Tredici anni rappresentano un tempo lunghissimo per chi ha vissuto un processo sotto i riflettori. La sindaca Francese ha voluto esprimere vicinanza umana a Santomauro e alle famiglie dei coinvolti per l’impatto che tale “incubo” ha avuto sulla loro vita privata e professionale.

