Nella mattinata di ieri presso la chiesa di San Bartolomeo di Pellare, frazione di Moio della Civitella, si è tenuto un momento di preghiera per il popolo venezuelano, che oggi sta vivendo un tempo di cambiamento ma anche di speranza. Profondo è il legame, che lega la comunità locale alle famiglie di emigrati in Venezuela.
La celebrazione
Alla celebrazione, voluta dal parroco Don Aniello Carinci, ha partecipato anche il Vescovo della Diocesi di Vallo della Lucania, Mons. Vincenzo Calvosa. Presenti anche tanti bambini che al termine della funzione hanno letto i pensierini preparati a scuola proprio per il Venezuela.
Le parole del Vescovo
“Ringrazio Don Aniello per questa attenzione soprattutto ai tanti parrocchiani che vivono qui a Pellare, che da qui sono partiti per il Venezuela e qui sono tornati, soprattutto in questo tempo difficile che sta vivendo il popolo venezuelano. – ha detto Mons. Calvosa”.
“Questa celebrazione – ha spiegato il Vescovo – è proprio un modo per pregare per tutti loro, pregare per i tanti parenti, amici che sono rimasti lì, e pregare anche perchè coloro che devono decidere le sorti del Governo, siano orientati al bene del popolo, che sappiano anche indirizzare le tante ricchezze del suolo venezuelano per la gente, perchè le persone possano avere i servizi necessari per una vita dignitosa e quindi preghiamo perchè tutti ricevano la grazia necessaria perchè ognuno, per le proprie responsabilità e le scelte che dovrà fare, possa agire e operare per il bene comune”.
La testimonianza di Giovanni Stifano
Alla fine della S.Messa abbiamo raccolto anche la testimonianza di Giovanni Stifano, giovane cittadino del Venezuela a Pellare dal 2016 :”Seguo questa situazione molto attentamente dai social media, vedendo un pò le novità più recenti, sia dai canali ufficiali, sia di giornalisti attendibili, oppure semplicemente dai miei familiari, dai miei cugini o altri familiari che ho ancora lì in Venezuela che mi spiegano più o meno come stanno vivendo la situazione”.
“Noi l’abbiamo vissuta con molta allegria, ad essere sincero – ha detto Giovanni. – Il 3 mi sono svegliato, ho sentito la notizia dai social media, e subito ho scritto ai miei familiari che stanno là, che mi hanno spiegato un pò la situazione, erano un pò sbalorditi loro, non sapevano bene cosa stesse succedendo in Venezuela, quindi informandomi, dai social, ho capito più o meno, in cosa è consistita questa operazione militare portata avanti dal Governo degli Stati Uniti e che ha portato all’arresto del dittatore del regime chavista Nicolas Maduro, portandolo via dal Venezuela, e che adesso è in arresto in un carcere di New York. Attendiamo un attimo noi venezuelani, con molta fiducia, che ci sia una transizione fluida, fatta bene, in questi prossimi anni, con il supporto degli Stati Uniti d’America per portare avanti appunto questa transizione politica nel modo più fluido e pacifico possibile”.

