Il panorama politico di Salerno è al centro delle polemiche dopo le dimissioni del sindaco Vincenzo Napoli, un atto che ha innescato una serie di reazioni critiche sia all’interno del centrosinistra che da parte dell’opposizione parlamentare. Le dimissioni, giunte a meno di un anno dalla scadenza naturale del mandato, hanno aperto un dibattito acceso sulle reali motivazioni del gesto e sulle possibili manovre per il futuro governo della città.
Le perplessità del Partito Democratico e il rischio isolamento
Sandro Ruotolo, europarlamentare e responsabile informazione della segreteria nazionale del Pd, ha espresso forte preoccupazione per la stabilità istituzionale di Palazzo di Città. Secondo Ruotolo, non sussisterebbero ragioni istituzionali valide a giustificare l’addio di Napoli. L’eurodeputato ha auspicato un ripensamento da parte del primo cittadino, sottolineando come la scelta sembri orientata a favorire un ritorno sulla scena locale di Vincenzo De Luca.
“Mi auguro che il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, ci ripensi e porti a termine il suo mandato. O almeno che spieghi perché si dimette: non si capisce”, ha dichiarato Ruotolo, aggiungendo un monito sulla gestione politica del territorio: “C’è aria di nuovo feudalesimo”. Per l’esponente dem, Salerno deve essere considerata parte integrante del territorio nazionale e non una “Repubblica autonoma”. In caso di conferma delle dimissioni, la linea indicata è quella del confronto: “Sedersi attorno a un tavolo, discutere i programmi, ascoltare la società civile e poi individuare un nome che unisca, non che divida”.
L’interrogazione parlamentare di Fratelli d’Italia
Sul fronte opposto, il centrodestra ha reagito con estrema fermezza. Imma Vietri, deputato e commissario provinciale di Fratelli d’Italia, ha definito quanto accaduto “politicamente gravissimo”, sollevando dubbi sulla libertà della scelta operata da Napoli. La parlamentare ha annunciato il deposito di un’interrogazione al Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, per fare luce sulle dinamiche che hanno portato alla crisi.
“Le dimissioni improvvise del sindaco Vincenzo Napoli sollevano seri dubbi sulla libertà della sua scelta”, ha affermato Vietri, richiamando l’attenzione su possibili condizionamenti esterni. Il sospetto dell’onorevole è che il passo indietro di Napoli sia funzionale a una nuova candidatura di De Luca, ipotesi che sembrerebbe avvalorata da recenti dichiarazioni social del Presidente della Regione.
Richiesta di verifiche ispettive e tutela delle istituzioni
L’iniziativa parlamentare mira a sollecitare un’attività ispettiva per accertare se vi siano state pressioni in grado di alterare il corretto funzionamento dell’amministrazione comunale. Vietri ha citato l’articolo 143 del TUEL, che disciplina lo scioglimento dei consigli comunali in presenza di condizionamenti che compromettono l’imparzialità dell’ente.
Secondo la parlamentare di Fratelli d’Italia, la gestione del potere non può prevalere sugli interessi della cittadinanza: “Salerno non può essere trattata come una proprietà personale. Quanto sta accadendo al Comune mortifica le istituzioni e calpesta la volontà popolare”. La richiesta al Viminale punta dunque a verificare se le dimissioni nascondano logiche estranee al buon andamento della macchina amministrativa salernitana. Un documento simili è stato trasmesso al Ministero anche da Pino Bicchielli, deputato salernitano di Forza Italia e viceresponsabile nazionale Enti Locali.
Il nodo delle alleanze e il futuro del centrosinistra
Oltre alle implicazioni istituzionali, la crisi di Salerno interroga profondamente il sistema delle alleanze. Sandro Ruotolo ha sollevato il tema del rapporto con il Movimento 5 Stelle, di cui non si conosce ancora la posizione rispetto a un eventuale ritorno di De Luca. L’europarlamentare ha concluso con un appello diretto al governatore affinché favorisca il ricambio generazionale: “Faccia un passo indietro e aiuti la costruzione di nuove classi dirigenti. Dire ‘dopo di me il diluvio’ porta sfortuna”.

