Dimensionamento scolastico, Castel San Lorenzo punta all’autonomia con il polo della Valle del Calore e degli Alburni

Scritto il 25/01/2026
da Alessandra Pazzanese

Castel San Lorenzo delibera il nuovo piano di dimensionamento scolastico 2026/2027 per rafforzare l'autonomia degli istituti montani nella Valle del Calore

Il Comune di Castel San Lorenzo ha tracciato le linee guida per il futuro dell’istruzione locale in vista dell’anno scolastico 2026/2027. Attraverso delibera, l’amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Scorza ha approvato un piano ambizioso volto a garantire la stabilità e l’autonomia delle scuole situate nelle aree montane.

La proposta

La proposta nasce dalla necessità di rispondere alle direttive regionali della Campania in materia di programmazione dell’offerta formativa, integrando i criteri nazionali per la formazione delle classi nelle zone svantaggiate. L’obiettivo centrale è il mantenimento dell’autonomia scolastica attraverso una sinergia territoriale che superi i limiti numerici imposti dalla normativa vigente.

Un nuovo polo scolastico territoriale

Il cuore della delibera riguarda la richiesta di ampliamento dell’attuale Istituto Comprensivo che già vede uniti i comuni di Castel San Lorenzo, Felitto e Laurino. Per l’anno scolastico 2026/2027, la proposta prevede l’aggregazione di diverse realtà limitrofe ricadenti nel contesto della Valle del Calore e degli Alburni.

Nello specifico, il piano prevede l’unione dei plessi scolastici di Aquara, Castelcivita, Ottati, Sant’Angelo a Fasanella, Corleto Monforte. Questi comuni andranno a integrarsi con la struttura già esistente che comprende anche Piaggine, Sacco, Bellosguardo e Valle dell’Angelo.

I numeri dell’autonomia

Secondo quanto riportato nell’atto, l’aggregazione di questi territori, tutti classificati come comuni montani, consentirà al nuovo Istituto Comprensivo di superare agevolmente la soglia dei 400 alunni. Tale parametro è fondamentale per il conseguimento e il mantenimento dell’autonomia scolastica in queste specifiche zone geografiche.

L’iniziativa non risponde solo a criteri numerici, ma punta a preservare l’omogeneità e la coesione di un contesto territoriale che condivide le medesime sfide demografiche e sociali.