La comunità di Santa Marina ha avviato una mobilitazione per chiedere il ripristino immediato della Struttura Semplice Cardiologica Autonoma Territoriale di Policastro Bussentino.
Il presidio, che ha rappresentato un punto di riferimento sanitario per oltre vent’anni, risulta attualmente inattivo, privando il territorio di un servizio considerato d’eccellenza. La petizione è stata indirizzata ai vertici della Regione Campania, all’ASL Salerno, al Distretto Sanitario Sapri-Camerota e al Comune di Santa Marina.
Un presidio storico tra screening neonatale e liste d’attesa
Attiva sin dal 2000, la struttura di Policastro Bussentino ha svolto un ruolo importante nella medicina territoriale, offrendo consulenze specialistiche di primo e secondo livello. Oltre a contribuire significativamente alla riduzione delle liste d’attesa, il centro si è distinto a livello nazionale per lo screening neonatale contro la morte in culla (SIDS).
Tale attività, riconosciuta dal Ministero, ha reso Policastro uno dei primi centri in Italia a garantire un servizio di prevenzione così avanzato, consolidando un patrimonio di dati e competenze oggi a rischio dispersione.
Le criticità legate alla carenza di personale e la proposta di subentro
Il blocco delle attività è sopraggiunto in seguito al pensionamento del dirigente, nonostante la disponibilità dichiarata di una professionista pronta a garantire la continuità del servizio. I promotori dell’iniziativa evidenziano come la chiusura contrasti con gli obiettivi regionali di potenziamento della sanità di prossimità. In particolare, la petizione solleva interrogativi sulla mancata valutazione della candidatura di una cardiologa strutturata a Roma, disposta a trasferirsi per subentrare nella gestione del presidio.
Gli obiettivi della petizione e il diritto alla salute
Le richieste dei firmatari sono chiare: la riattivazione e il contestuale potenziamento della struttura, la salvaguardia delle attrezzature mediche e la tutela del bagaglio professionale accumulato in due decenni di attività. L’invio ufficiale delle firme alla Regione e all’ASL mira a ottenere un intervento tempestivo per scongiurare la chiusura definitiva. “La salute dei cittadini non può essere rimandata né dimenticata”, hanno dichiarato con fermezza gli organizzatori della raccolta firme, ribadendo l’urgenza di una risposta da parte delle autorità sanitarie competenti.

