Un normale controllo specialistico si è trasformato in un paradosso burocratico e sanitario presso l’ex ospedale civile di Agropoli. Secondo quanto denunciato da Gisella Botticchio, alla guida del comitato “Pro ospedale”, un cittadino che si trovava in ambulatorio per una visita cardiologica è stato colto da un improvviso malore. Nonostante si trovasse già all’interno di una struttura sanitaria, per prestare soccorso è stato necessario l’intervento del 118, che ha successivamente provveduto al trasferimento del paziente presso il vicino ospedale di Vallo della Lucania.
La denuncia del comitato pro ospedale
L’episodio ha riacceso le polemiche sulla gestione dei servizi sanitari locali. Gisella Botticchio ha descritto la situazione con toni duri, evidenziando le criticità procedurali che impedirebbero un intervento immediato sul posto. «Qualunque persone si senta male all’interno del distretto ha bisogno di chiamare l’ambulanza per essere trasportata a Vallo, non si può chiamare un medico di primo intervento ma bisogna chiamare l’ambulanza».
Critiche alla gestione e agli amministratori
Le dichiarazioni della Botticchio non hanno risparmiato la classe dirigente e amministrativa. La leader del comitato ha definito la situazione paradossale, puntando il dito contro chi, a suo dire, darebbe priorità alle logiche di carriera rispetto alle reali necessità dei pazienti. Di qui l’invito alle dimissioni.
Il quadro normativo e la rete dell’emergenza
La problematica sollevata risiede nell’attuale classificazione della struttura di Agropoli. Essendo oggi configurato come punto di primo soccorso e non come ospedale inserito pienamente nella rete dell’emergenza-urgenza, il presidio segue protocolli rigidi.
Per garantire la sicurezza del paziente e il rispetto delle procedure regionali, ogni emergenza acuta deve essere trattata presso strutture dotate di reparti di rianimazione e terapia intensiva, rendendo il trasferimento verso Vallo della Lucania un passaggio obbligato, seppur contestato dai residenti.

