Continua il dibattito sulla transizione energetica locale si accende a Capaccio Paestum. Al centro della questione vi è l’ipotesi di realizzazione di un nuovo impianto per la produzione di biometano in località Gaiarda. Legambiente ha sollevato nuove perplessità, non tanto sulla tecnologia in sé, quanto sulla gestione comunicativa e progettuale dell’iter autorizzativo.
Secondo l’associazione ambientalista, il progetto non sarebbe ancora di dominio pubblico, impedendo di fatto una partecipazione attiva della comunità. “La transizione ecologica si fa bene solo se è trasparente, condivisa e rispettosa del territorio”, ha dichiarato Legambiente, annunciando di aver presentato una formale richiesta di accesso agli atti per esaminare la documentazione tecnica e poter formulare osservazioni consapevoli.
I principi da rispettare secondo Legambiente
Per l’associazione, quindi, è necessario seguire le linee guida per il “biometano fatto bene”, ovvero una corretta integrazione con territorio e filiera corta; l’iter progettuale dovrà essere trasparente e pubblico; il digestato va gestito correttamente; va tutelata la biodiversità; rispettati i vincoli paesaggistici e ambientali; bisogna adottare le migliori tecnologie per garantire efficienza energetica e abbattere le emissioni odorigene; garantire benefici economici locali.
Biometano a Capaccio, il dibattito
Nei giorni scorsi a sollevare dubbi sulla trasparenza dell’iter era stato anche il Comitato Ambiente e Territorio che chiedeva che la documentazione per l’opera disponibile attraverso il sito istituzionale dell’Ente per permettere a tutti di avanzare le proprie osservazioni.

