Salerno: donna trans rifiuta ricovero nel reparto maschile, scoppia la polemica

Scritto il 09/02/2026
da Redazione Infocilento

La denuncia dell'associazione Transessuali Napoli: "Se sei una donna transgender non hai diritto alla salute"

Una donna transgender, nota con il nome di Iolanda, è stata protagonista di una complessa vicenda assistenziale presso l’ospedale Ruggi di Salerno, dove è rimasta per sei giorni su una barella del pronto soccorso. La situazione è precipitata quando alla paziente è stato proposto il ricovero in un reparto maschile, decisione motivata dalla struttura sulla base del fatto che la donna è biologicamente un uomo.

Di fronte a tale prospettiva, Iolanda ha inizialmente scelto di abbandonare l’ospedale, rifiutando una sistemazione che riteneva lesiva della propria identità.

La denuncia delle associazioni e la violazione dei diritti

Sulla vicenda sono intervenuti prontamente l’associazione Trans Napoli e l’Osservatorio Lgbtquia+ della Campania. I rappresentanti Loredana Rossi e Antonio Sannino hanno espresso una ferma condanna verso la gestione iniziale del caso, sottolineando come “la responsabile del pronto soccorso ha negato dignità e rispetto alla paziente, in una palese violazione del giuramento di Ippocrate e delle tutele costituzionali”. Secondo le associazioni, si è rischiato di compromettere la salute della donna a causa di pregiudizi e ostacoli burocratici.

L’intervento istituzionale e la risoluzione del caso

La risoluzione della vicenda è arrivata grazie all’intervento diretto del governatore della Campania, Roberto Fico, affiancato dagli assessori Claudia Pecoraro e Andrea Morniroli. L’attività di mediazione ha spinto i vertici del Ruggi a una revisione della posizione iniziale, portando la direzione sanitaria a individuare una sistemazione più adatta. Attualmente, Iolanda risulta ricoverata presso il reparto di chirurgia, superando l’impasse che ne aveva bloccato il trasferimento dal pronto soccorso.

Verso linee guida specifiche per le strutture sanitarie

L’episodio ha sollevato la necessità di un intervento strutturale nel sistema sanitario regionale. Le associazioni di categoria hanno evidenziato che quanto accaduto deve rappresentare un punto di svolta per la gestione dei pazienti transgender. In quest’ottica, il presidente Fico ha confermato la propria disponibilità a lavorare sulla “stesura di linee guida specifiche, strumenti necessari per dotare le strutture sanitarie di protocolli adeguati”, con l’obiettivo di prevenire simili criticità in futuro e garantire il pieno rispetto della persona.