Era prevista per la giornata odierna a Campagna la presentazione del volume “Mussolini e il Fascismo. L’altra storia”, opera di Caio Mussolini, pronipote del Duce. L’iniziativa aveva sollevato immediate e dure reazioni da parte dell’Anpi, che ha espresso profonda indignazione per la concessione di uno spazio pubblico a un evento dedicato all’esegesi del regime.
L’associazione partigiani ha ribadito con forza la necessità di non assolvere il fascismo per “scadenza dei termini”, ricordando la natura dittatoriale del regime caratterizzata da violenze squadristiche e tribunali speciali. In una nota ufficiale, l’Anpi ha sottolineato come la scelta del Comune fosse particolarmente grave data la storia locale: «Indigna il sapere di aver concesso uno spazio pubblico ad un esegeta del fascismo in una città che ha ospitato uno dei Campi di Internamento degli ebrei in Italia». Secondo l’associazione, la memoria storica deve rimanere vigile sulle responsabilità del regime, dalle guerre di aggressione fino alla collaborazione con l’invasore nazista durante il periodo della Repubblica di Salò.
Il provvedimento di revoca del sindaco Biagio Luongo
A ridosso dell’inizio dell’incontro, la situazione ha subito un mutamento decisivo. Il sindaco di Campagna, Biagio Luongo, ha infatti disposto la revoca dell’autorizzazione precedentemente concessa per l’utilizzo dei locali pubblici. La decisione è giunta in seguito a una attenta valutazione delle tensioni emerse nelle ore precedenti la presentazione.
L’amministrazione comunale ha chiarito che il dietrofront è stato reso necessario da elementi sopravvenuti che hanno imposto una revisione della posizione dell’Ente. La scelta di annullare l’appuntamento editoriale è legata alla gestione del clima sociale e alla prevenzione di possibili scontri o disagi per la comunità locale.
Le motivazioni legate alla sicurezza e all’ordine pubblico
Nella nota ufficiale diffusa dal primo cittadino, vengono esplicitate le ragioni tecniche e amministrative che hanno portato allo stop. La revoca è stata determinata da “sopravvenute segnalazioni, contestazioni e preoccupazioni connesse al possibile verificarsi di criticità sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza pubblica”.
Il sindaco Luongo ha voluto precisare che non si tratta di una scelta basata su valutazioni di merito diverse da quelle della tutela cittadina, confermando che il provvedimento è stato adottato “per motivi esclusivamente di ordine pubblico e tutela della sicurezza”. Questo chiarimento circoscrive il perimetro dell’azione amministrativa, motivandola con la necessità di prevenire rischi per l’incolumità e la stabilità del territorio.

